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Mobilità 2021: si apre la partita dei perdenti posto

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L’esperto di normativa scolastica, il professore Lucio Ficara, parla dei tempi relativi alla Mobilità 2021 in occasione dell’incontro organizzato dalla Sidels (Società Italiana di Diritto E Legislazione Scolastica) Mobilità del personale docente e vincolo quinquennale, spunti di riflessione tra oscillazioni giurisprudenziali e dubbi di costituzionalità.

Chiarisce il professore Ficara: “Alla scadenza della domanda volontaria si apre la partita dei docenti che si trovano con un vincolo e che non hanno potuto presentare domanda di mobilità territoriale o professionale, dal momento che dal giorno dopo la chiusura delle domande e per i successivi 15 giorni, le scuole possono pubblicare le graduatorie interne di istituto.”

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Chi sono i vincolati?

“Coloro che sono vincolati, nel 90% dei casi, sono: o coloro che sono stati neoassunti in ruolo e dunque accodati alle graduatorie di istituto che dovranno essere pubblicate; oppure coloro che, essendo entrati a settembre 2020 nella scuola di nuova titolarità, sono sempre accodati alle graduatorie di istituto poiché si sono trasferiti a domanda volontaria su una scuola con preferenza analitica e puntuale e dunque anche loro non entreranno a pettine nelle graduatorie interne ma saranno accodati.”

Perdenti posto

Quindi il professore Ficara precisa il meccanismo dei perdenti posto che rimescola le carte: “Costoro che si trovano in coda alle graduatorie di istituto, spiega il professore Ficara, qualora ci fosse un ridimensionamento di organico rispetto all’anno precedente, sarebbero perdenti posto e per loro potrebbero riaprirsi i giochi della mobilità nonostante il vincolo, sia triennale che quinquennale.”

Il vincolo triennale

L’art. 22 del CCNL della scuola 2016-2018, comma 4 lettera A1, introduce contrattualmente il vincolo triennale della mobilità per i docenti che fossero stati soddisfatti nelle loro richieste dai movimenti di trasferimento o passaggio in una preferenza puntuale di scuola.”

E chiarisce con un esempio: “In altre parole, coloro che anche l’anno scorso avessero presentato istanza di mobilità o la presenteranno quest’anno, qualora venissero soddisfatti nelle loro richieste, si troverebbero vincolati.” Un vincolo che, lo ricordiamo, ha come ragion d’essere, la necessaria continuità didattica a vantaggio degli alunni.

Come aggirare il vincolo triennale?

Come aggirare il vincolo triennale? Puntualizza Lucio Ficara: “Basta mettere le preferenze di natura sintetica quali il distretto, il Comune o la provincia, e non si incappa nel vincolo.”

Peraltro, il vincolo triennale non blocca le assegnazioni provvisorie. Nel caso in cui se ne abbiano i requisiti, si potrebbe comunque fare domanda di riavvicinamento ai familiari.

In quali casi il vincolo continua a produrre i suoi effetti?

Il vincolo si esprime anche per quei docenti che abbiano ottenuto, per effetto della domanda di mobilità, una istituzione scolastica nel corso dei movimenti della prima fase, attraverso l’espressione del codice di distretto sub Comunale.”

Tale vincolo opera ancora all’interno dello stesso Comune di titolarità anche per i movimenti di seconda fase da posto comune a sostegno e viceversa; nonché per la mobilità professionale.

Questi casi vengono spiegati meglio dall’esperto, che chiarisce anche la ratio della norma ovvero il tentativo di non sottrarre al vincolo chi volesse richiedere i passaggi di cattedra o di ruolo.

Passaggi di cattedra e di ruolo o passaggi da una tipologia di posto a un altro

“Un docente che si trovasse in un Comune di titolarità in una classe di concorso, ma che volesse però fare un passaggio di ruolo ed esprimesse il Comune di titolarità nel passaggio di ruolo, anche in questo caso, pur esprimendo una preferenza sintetica e non puntuale, rimarrebbe vincolato. O ancora, ad esempio, se il docente è titolare su posto normale e chiede il posto di sostegno nello stesso Comune (e dunque mette una preferenza di carattere sintetico), anche in questo caso vige il vincolo triennale.”

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