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Morto l’ultimo superstite del lager di Treblinka

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Samuel Willenberg, l’ultimo sopravvissuto degli internati che avevano organizzato la rivolta nel campo di sterminio nazista di Treblinka, è morto a Tel Aviv all’età di 93 anni. Sarà sepolto allo Yad Vashem a Gerusalemme.  Nato in Polonia e deportato a Treblinka a 19 anni, Willenberg era riuscito a fuggire dal lager con altri 200 deportati, fuggendo nelle foreste vicine. Willenberg entrò quindi nelle forze partigiane polacche. Nel 1943 combatté i nazisti a Varsavia. Nel 1950 emigrò in Israele. Raggiunta l’età della pensione si era dedicato alla scultura e aveva scritto un libro di ricordi, “Rivolta a Treblinka”. 

Nel campo di Treblinka in 13 mesi furono massacrati circa 870.000 ebrei polacchi e greci e 2.000 zingari.

Treblinka fu uno dei più importanti e sinistri centri di sterminio del regime nazista, secondo la nomenclatura adottata dallo storico Raul Hilberg. Fu l’ultimo lager ad entrare in funzione di un gruppo di quattro campi di sterminio aperti dal 1941 al 1942 nell’est della Polonia occupata, edificati per attuare il progetto denominato Operazione Reinhard (in tedesco Aktion Reinhardt) nome in codice dato dai nazisti al progetto di sterminio degli ebrei in Polonia. Il campo è tristemente noto, nei rapporti fatti dai pochi sopravvissuti, per lo sterminio perpetuato con ottusa violenza ed bestiale ferocia sulle vittime.

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«Quei luoghi isolati erano stati scelti, con l’approvazione del Reichsführer delle SS Heinrich Himmler, per farne un enorme carnaio, quale l’umanità non aveva ancora mai conosciuto prima dei nostri giorni crudeli, neanche al tempo della barbarie primitiva »

Sono in molti a dire che Treblinka sia stato dieci volte più tragico di Auschwitz, in quanto a torture e annientamento dei deportati. 

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