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Non tutti i giovani usano un linguaggio impoverito e con i congiuntivi sbagliati, premiati gli “Scrittori di classe”

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È la classe terza B della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. “Alberto Manzi” di Villalba di Guidonia Montecelio (Roma) ad essersi aggiudicata il concorso “Scrittori di Classe”: il premio è stato consegnato il 6 aprile alla stessa scuola alla presenza di Michel Barbet sindaco del Comune di Guidonia Montecelio, dell’assessore Cultura e pubblica istruzione Rosaria Morroi, del dirigente scolastico Irene de Angelis Curtis, dei soci Conad e di Manuela Salvi, responsabile editoriale.

La terza B è stata nominata tra i 12 vincitori a livello nazionale del progetto, che ha coinvolto in questa edizione oltre 27mila classi di scuole primarie e secondarie di primo grado sull’intero territorio nazionale.

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Il concorso nazionale

Il tema dell’edizione 2021/2022 del concorso è stato “La Magia del Fantasy: storie di amicizia, lealtà e coraggio”, in cui i ragazzi hanno elaborato un racconto e affrontato valori fondamentali come l’inclusione e il lavoro di squadra, ispirati dal genere fantasy e dalle letture dei romanzi di Harry Potter.  In più, quest’anno, le classi hanno avuto la possibilità di creare un’illustrazione coerente con il racconto e che fa parte del meccanismo premiale delle votazioni incrociate tra classi.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Salani Editore, Cittadinanzattiva, Anpe (Associazione nazionale pedagogisti italiani) e Librì Progetti educativi, che hanno contribuito a sviluppare i materiali del concorso, dai percorsi di approfondimento ai webinar, fino alle video pillole, utilizzabili in classe o direttamente da casa.

La classe vincitrice

Il racconto della classe 3B dell’I. C. “A. Manzi” di Villalba di Guidonia Montecelio sarà pubblicato, insieme agli altri racconti premiati, in un volume intitolato “La Magia del Fantasy. Storie di amicizia, lealtà e coraggio”, edito dalla casa editrice Salani e impreziosito da suggestive immagini disegnate da importanti illustratori.

“Scrittori di Classe” – promosso da Conad e giunto alla sua ottava edizione – è un progetto che si pone come obiettivo quello di diffondere valori fondamentali e quanto mai attuali come il piacere della lettura e della scrittura, un approccio alla didattica più dinamico e a misura degli studenti e l’importanza della crescita culturale. 

I numeri del progetto

Un appuntamento consolidato che ha visto coinvolti negli anni 3,5 milioni di alunni e 170.000 classi, distribuito gratuitamente 20 milioni di libri e donato 31 milioni di euro in attrezzature informatiche e materiali didattici alle scuole.

“Siamo orgogliosi dei risultati che questo progetto genera in termini di partecipazione degli studenti da tutta Italia, e ciò rappresenta un grande incentivo per continuare a sostenere in maniera importante le istituzioni scolastiche. Lo facciamo nella convinzione che la Comunità di domani nasce oggi, nelle aule e tra i banchi di scuola”, ha detto Massimo Ladisa, Direttore Area Lazio di PAC 2000A.

La preside Irene de Angelis Curtis ha ricordato che “nel romanzo 1984 lo scrittore inglese George Orwell aveva descritto una “neolingua” che doveva servire a rappresentare un mondo nuovo. Questa lingua doveva servire anche a semplificare la comunicazione. Per questo, da “buono”, ad esempio, serviva da solo ad esprimere un concetto positivo, rendendo inutile un’ampia serie di vocaboli come ottimo, migliore, eccellente, straordinario e via dicendo”.

“Non c’è pensiero senza parole”

“Ogni anno – ha continuato Curtis – venivano eliminati dei vocaboli e dei verbi pubblicando un nuovo dizionario sempre più sottile. Era un mondo immaginario e tuttavia oggi, in questo nostro mondo reale assistiamo alla graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, passato semplice, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato…) che sono un impoverimento del linguaggio che dà voce ad un pensiero al presente, limitato al momento, incapace di proiezioni nel tempo. Meno parole e meno verbi coniugati rappresentano inferiori capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero”.

E ancora: “Diversi studi hanno dimostrato che parte della violenza nella sfera pubblica e privata deriva direttamente dall’incapacità di mettere parole sulle emozioni. Non c’è pensiero senza parole.  E allora siano benedette queste occasioni nelle quali si dona la possibilità di leggere e scrivere.  Noi amiamo la libertà e con essa la libertà di espressione, che può regalare il bello delle parole, della narrazione, dell’immaginazione e del pensiero che non conosce vincoli di povertà di linguaggio. Nessuno di questi scrittori di classe userà un linguaggio inappropriato, userà termini di dispregio e di offesa nei confronti degli altri, ne sono certa. Chi conosce il valore delle parole sa usare e usa quelle corrette”, ha concluso la dirigente scolastica.

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