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Organico Covid: ha diritto a indennità accessorie

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Anche il cosiddetto organico Covid, la quota di supplenti assunta a partire dall’emergenza epidemiologica per fare fronte alla carenza di personale delle nostre scuole (attualmente in servizio fino a fine anno scolastico) ha diritto a recepire indennità accessorie che, in caso di ricorso, potranno essere percepite dal docente a titolo di retribuzione professionale docenti (RPD). Lo stabilisce il Tribunale di Ancona, che in data 22 aprile 2022 ha emesso una sentenza in favore di un docente che si era rivolto a Flc Cgil per ottenere il riconoscimento del diritto a percepire tali importi (RPD) in relazione ai periodi lavorati con supplenze brevi e saltuarie.

Il Giudice del lavoro del Tribunale di Ancona ha riconosciuto le ragioni del lavoratore e le argomentazioni del sindacato, condannando il Ministero dell’Istruzione a pagare la RPD oltre interessi e rivalutazione.

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Un ricorso cui è possibile ancora aderire – ricorda il sindacato di Francesco Sinopoli – per ottenere l’indennità per tutti quei docenti e per il personale ATA che hanno svolto periodi di lavoro brevi e saltuari, i cui stipendi finora sono risultati carenti di queste indennità accessorie.

Una magra consolazione, considerando che a questo personale a settembre non verrà rinnovato il contratto, secondo quanto stabilito dal Mef, una scelta contestata ultimamente anche dal ministro Bianchi, il quale ha dichiarato: “Stiamo affrontando questa fase con l’uso massiccio del personale Covid, che non avremo più in settembre. Abbiamo un problema di personale, ma non possiamo pensare di affrontare una crisi di questo tipo – lamenta il ministro riferendosi alla situazione Ucraina – sempre facendo leva sull’entusiasmo degli insegnanti. La scuola italiana ha bisogno di risorse, di persone, di supporto sul territorio, l’ho detto chiaramente al Mef”.