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Paritarie: iscritti l’11,8% degli alunni, convegno a Milano

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Ricevono solo lo 0,97% delle risorse destinate dallo Stato all’istruzione pur accogliendo l’11,8% degli alunni italiani. La discrepanza numerica di cui si sentono vittime le scuole non statali, la metà delle quali di ispirazione cattolica, è stata ribadita durante il convegno La libertà di educare per crescere tutti, svolto a Milano il 1 marzo per iniziativa dell’ufficio della Pastorale scolastica della diocesi lombarda e dell’Università cattolica. Leggendo i dati emerge che nel 2005/2006 la popolazione scolastica italiana era pari a 8.690.822 studenti: di questi circa un milione, appunto l’11,8%, frequenta la scuola paritaria. Le percentuali di iscrizione alle scuole non statali variano non poco in base al grado della scuola, e da regione a regione: si va dal 39,1% di iscritti alle scuole d’infanzia fino al modesto 3,8% di frequentanti le medie inferiori. Il fenomeno è presente soprattutto al settentrione, dove la scuola paritaria incide sul totale alunni per il 16,6: in Lombardia arriva addirittura al 18,5%.
Il convegno è servito anche a fare il punto della situazione sulle scuole cattoliche in Italia: complessivamente sono 6.992 – equivalenti quasi alla metà (il 48%) delle paritarie –  ed in prevalenza sono rappresentate dalle materne (il 64%). Altissimo, oltre alle quello delle strutture, anche il numero di alunni iscritti alle scuole cattoliche: sono 871.000, il 55% dei quali alle scuole materne. 
Reso noto pure il trend degli iscritti: tra il 1997-1998 e il 2004-2005 gli alunni delle primarie cattoliche sono aumentati del 2,8%, mentre quelli delle secondarie sono diminuiti dello 0,9% al primo grado e del 19,8% al secondo.
Al convegno, al quale hanno partecipato tra gli altri l’editorialista del Corriere Ernesto Galli Della Loggia, il presidente della Provincia Filippo Penati e l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, era presente anche il Governatore lombardo Roberto Formigoni, che ha chiesto che “lo Stato si svegli, perchè è inaccettabile che faccia pagare due volte le tasse alle famiglie che mandano i figli alle scuole private: queste famiglie così pagano le tasse inutilmente – ha concluso Formigoni – e per questo è giusto che lo Stato le rimborsi per le spese sostenute”. Dai responsabili delle scuole cattoliche è giunto stato richiesto “un vero riconoscimento legislativo e economico di questa parità”, che superi la “legge zoppa” approvata negli anni passati.

Contro il finanziamento delle scuole paritarie, a tutela delle pubbliche e del personale che vi opera, si sono da sempre schierati i sindacati di categoria: al centro della querelle vi è l’interpretazione dell’articolo 33 della Costituzione, che per i gestori delle paritarie potrebbe essere più estensiva di quella data sino ad oggi. 
Per i rappresentanti dei lavoratori del comparto pubblico, invece, il terzo comma – “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato – non darebbe adito ad alcuna interpretazione “alternativa”: le strutture scolastiche che non operano sotto l’egida dello Stato devono provvedere da sole a finanziarsi.