Home I lettori ci scrivono Per il Cts il problema è la Dad, non il coronavirus

Per il Cts il problema è la Dad, non il coronavirus

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Grazie al CTS di ieri, ora lo sappiamo: il problema è la Dad, non il coronavirus.

Io non so se il quesito posto dal Ministro Speranza, responsabile della Salute e non dell’Istruzione, nell’ultima riunione,  al Comitato tecnico scientifico fosse “quali sono gli effetti collaterali della DAD?”

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Immagino, invece, che il quesito fosse relativo alla compatibilità fra quello che ci ha fatto sapere l’Istituto Superiore di Sanità appena 2 (due non ventidue) giorni fa e cioè che ci sono “rischi di epidemia fuori controllo” e la decisione di riaprire le scuole superiori.

Siccome lo stesso mio quesito di compatibilità fra un annuncio (ISS“rischio di epidemia fuori controllo”) e l’altro (CTS “la DAD non è più sopportabile”) se lo è posto anche Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, persona sicuramente più in grado di me di provocare reazioni governative, mi fermo qui.

Segnalo, però, che come docente delle scuole superiori sono seriamente preoccupato e, purtroppo, anche nauseato e stanco dalla evidente schizofrenia temo non solo comunicativa.

Aggiorniamoci al prossimo lockdown e (non me lo auguro ma lo temo fortemente) al prossimo corteo di camion militari.

E se il dottor Agostino  Miozzo, nella sua funzione di medico prestato al ruolo di civil servant, volesse spiegarmi cosa ne pensa della autonomia scolastica visto che come tanti in queste settimane pensa di farne strame, gliene sarei personalmente grato.

Immagino che non mi scriverà dicendomi che non ha tempo da perdere visto che si occupa anche di pedagogia (che non è il suo campo) piuttosto che di impianti di areazione ed aerosol in ambienti chiusi che, invece, dovrebbe essere la missione per cui è stato chiamato a dirigere un organo di consulenza governativo.

Franco Labella