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“Portiamo i videogiochi a scuola”, per la ministra Dadone (M5s) così avviciniamo gli adulti ai giovani: basta tabù

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Gli adulti non devono avere timore di utilizzare gli strumenti dei giovani. Anche quando sono totalmente di tipo ludico. E pure la scuola dovrebbe cominciare ad accettarli, a cominciare dai videogame. A sostenerlo è stata la ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone.

“Superare il muro culturale”

Durante una tavola rotonda organizzata durante il Romics a margine della premiazione del contest “Roma Raccontala! 150 anni da Capitale“, la ministra ha detto che “non bisogna farsi intimorire dalle innovazioni”. Parlando della “gamification“, cioè dell’utilizzo degli elementi dei videogiochi in contesti non propriamente ludici, la ministra ha invitato a “superare il muro culturale che si crea, per esempio, quando si parla di portare i videogiochi nelle scuole“.

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Largo, quindi, all’introduzione dei software dediti al gioco anche nella scuola: con quali modalità e finalità, di tipo evidentemente didattico, non è stato però specificato.

Dobbiamo parlargli nelle loro aree di comfort

“Se vogliamo coinvolgere i ragazzi il modo migliore è parlargli nelle loro aree di comfort”, ha aggiunto la ministra per le Politiche giovanili che da tempo ha anche aperto un canale Twitch, la piattaforma di streaming più utilizzata online, soprattutto tra i ragazzi e le ragazze.

“Gli adulti – ha concluso la ministra – devono avere meno paura di andare incontro al mondo dei ragazzi. Bisogna creare empatia su un argomento importante evitando di avere un’ottica troppo paternalistica”.

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