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Precari, riprende la mobilitazione

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La scuola è appena finita, ma la protesta dei precari della scuola contro l’operato del Governo riprende a farsi sentire: il preannunciato presidio del 17 marzo davanti a Montecitorio, organizzato dal movimento ‘Precari uniti contro i tagli’, in contrasto netto con le norme che riguardano il mondo dell’istruzione contenute nel Decreto sviluppo, è stato solo il primo di una serie di iniziative, individuali e comuni.
Durante il presidio, svolto nella calura romane senza bandiere o slogan legati a partiti politici o sindacali, i precari hanno annunciato, attraverso un comunicato, ulteriori iniziative: la prima è che “un gruppo di lavoratori precari della scuola presidierà giorno e notte piazza Montecitorio”, trasformando il presidio in “permanente”; la seconda è la convocazione, per le ore 17 del 19 giugno, di “un‘assemblea pubblica rivolta atutto il mondo del precariato, in occasione della giornata dell’indignazione precaria”; la terza decisione è di tipo individuale è riguarda una supplente di Filosofia,Monja Marconi, in servizio presso un liceo della capitale, che ha deciso di iniziare lo sciopero della fame.
Uniamo tutte le nostre forze – dicono i precari – contro il Decreto sviluppo che sarà discusso alla Camera mercoledì e che discriminando i precari della scuola pubblica statale rischia di creare un pericoloso precedente da estendere a qualsiasi altro settore del precariato sia pubblico che privato”.
Tra i punti del Decreto contestati dai precari figura la loro esclusione dagli effetti derivanti dalla “normativa europea che impone l’assunzione  dopo tre anni di lavoro. Chiediamo l’immissione in ruolo di tutti i precari nel rispetto della normativa europea che impone l’assunzione dopo tre anni di contratto a tempo determinato.
Intanto – continua la nota del comitato – i tagli proseguono inesorabili: è in corso la terza tranche dei 150.000 tagli agli organici e degli 8 miliardi ai finanziamenti imposti dalla Finanziaria del 2008“. Il riferimento è all’annunciata eliminazione, da parte dell’amministrazione, di circa 19mila cattedre ed altri quasi 15mila posti di amministrativi, tecnici ed ausiliari: per l’ufficializzazione dei dati è ormai questione di giorni. Prima dei quali la protesta si annuncia davvero calda.
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