Home I lettori ci scrivono Proposta per un’educazione all’affettività

Proposta per un’educazione all’affettività

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Mettendo da parte per un momento il problema della sicurezza antiCovid e pensando al futuro della scuola, suggerirei al Ministro dell’Istruzione di introdurre da subito nei curricoli scolastici-obbligatoriamente- l’educazione all’affettività su cui pare lui sia d’accordo. Non chiamiamola educazione alla sessualità sennò i benpensanti si scandalizzano e diamo atto che l’affetto è ben più di uno scambio erotico. E’ un provvedimento che si può subito fare perché  non ha costi aggiuntivi. Quest’educazione potrebbe essere insegnata dal docente di scienze,con appositi corsi di formazione.

È opportuno che si faccia specie se viene approvata la legge Zan contro gli atteggiamenti omofobici. Come scrive lo psicanalista Massimo Recalcati, non basta dedicare una giornata contro le omofobie o -aggiungo- le “ginofobie”, ma occorre agire sull’educazione sin da piccoli e quindi è  fondamentale insegnare a scuola la tolleranza affettiva o sessuale che dir si voglia. Ma ho paura che non se farà nulla e non perché Lei, ministro Bianchi, ha cattiva volontà.

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Giustamente Lei ha detto che se ne parla da vent’anni di questa proposta, ma s’è chiesto perché non viene mai approvata? Non certo per cattiva volontà dei ministri dell’Istruzione che si sono succeduti ma perché la chiesa cattolica non vuol sentir parlare di sesso. I bambini sono angeli (Freud avrebbe da ridire), salvo poi che la sessofobia si trasforma in alcuni casi in pedofilia. Abbiamo l’occasione di avere sul trono di Pietro un papa tollerante e aperto e quindi approfittiamone: o ora o mai più. Certo ci sono i partiti più realisti del re, gli oppositori interni di Papa Bergoglio, i movimenti oltranzisti, ma lasciamoli strepitare e andiamo avanti.

Eugenio Tipaldi