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Lilli Gruber a Che Tempo Che Fa: “Per favore, politici, rendete l’educazione sessuale materia obbligatoria a scuola”

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Continua il dibattito in merito all’introduzione dell’educazione sessuale a scuola come materia. A dire la sua è stata la giornalista, conduttrice e scrittrice Lilli Gruber, ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa” ieri, 14 aprile, sul canale Nove.

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La Gruber ha presentato il suo libro in uscita, “Non farti fo**ere“, uno studio che denuncia quanto il mondo del porno sia disponibile sul web a poco prezzo a giovani inconsapevoli che poi, spesso, finiscono per riprodurre in modo malsano nelle relazioni del mondo reale ciò che vedono online.

“Indovinate chi sono le protagoniste principali del porno online? Le donne, che hanno un ruolo degradante, sono sottomesse, malmenate. Il tema concerne tutti. Non possiamo delegare al porno l’educazione sessuale e sentimentale dei nostri ragazzi”, ha detto la Gruber.

Fazio è intervenuto dicendo che si tratta di qualcosa che viene trascurato nelle scuole. La Gruber ha così insistito: “Così si costruisce un immaginario pericolosissimo. Io non demonizzo nulla, voglio solo consapevolezza. Possiamo avere l’educazione sessuale e sentimentale nelle scuole come materia d’obbligo? Per favore, politici, date l’educazione sessuale come materia obbligatoria nelle scuole italiane”.

Il dibattito sull’educazione sessuale a scuola

Il contrasto alla violenza di genere non può giustificare l’approvazione di linee guida che prevedono l’educazione sessuale-affettiva già dalla primaria: lo sostiene la Lega, che ha fatto, l’anno scorso, opera di disturbo sull’approvazione, a Montecitorio, degli emendamenti del Centro-Sinistra, in particolare del M5s, al testo contro la violenza di genere per introdurre l’educazione affettiva-sessuale tra i contenuti da affrontare in aula con alunni di età compresa tra i sei e gli undici anni. Una proposta sulla quale, invece, in Commissione Giustizia maggioranza e opposizione sembravano avere trovato un’intesa di massima.

Sabato 28 ottobre, i deputati della Lega, Simonetta Matone e Davide Bellomo, componenti della Commissione Giustizia, hanno speso parole di fuoco contro l’iniziativa di stampo ‘grillino’, alla fine bocciata: “Una cosa – hanno detto – è l’educazione sessuale nelle scuole, con lo scopo di favorire la conoscenza e il rispetto, altra è invece voler far passare surrettiziamente, in un provvedimento atteso come quello per il contrasto alla violenza di genere, linee guida a dir poco raccapriccianti, come l’insegnamento della masturbazione infantile ai bambini da 0 ai 4 anni, che vanno ben oltre il compito che la scuola è tenuta a svolgere”, hanno detto i due rappresentanti del Carroccio.

Sasso, riporta l’Ansa, ha detto che insegnare “l’educazione sessuale e affettiva” nelle scuole “è una nefandezza”, “una porcheria“, un “qualcosa che fino a quando la Lega sarà al Governo non accadrà mai”. “Se la vogliono – ha detto Sasso – se la facciano nelle loro sedi di partito e vediamo se i genitori manderanno lì i loro figli”.

Anche l’attrice e regista Paola Cortellesi ha parlato di educazione sessuale a scuola: “Un deputato della Lega ha definito ‘una nefandezza’ l’idea, diceva, di ‘insegnare il sesso ai nostri figli di sei anni’. Quando ho sentito la notizia ho pensato proprio il contrario, l’educazione all’affettività e al rispetto di sé andrebbe iniziata alla scuola dell’infanzia, per proseguire più avanti con l’educazione sessuale, il tema del corpo… È uno scandalo che non sia previsto dal ministero. Una figlia adolescente davvero sta lì a sentire i genitori? È evidente che se ne debba occupare un esperto”.

“I ragazzini di oggi sono esposti a una quantità di informazioni esagerata, e quella non è l’età giusta per quei contenuti, ti cambiano i parametri, poi non capisci più niente e succedono anche cose molto gravi, basti leggere la cronaca del ‘branco’ che stupra”, ha aggiunto.