Home Alunni Prove Invalsi 2019, gli alunni italiani non conoscono l’Inglese: vanno meglio gli...

Prove Invalsi 2019, gli alunni italiani non conoscono l’Inglese: vanno meglio gli stranieri

CONDIVIDI

Non tengono il passo in Italiano e Matematica, ma in Inglese sono allineati ed in certe regioni anche più bravi: è il risultato delle prove Invalsi riguardante gli alunni stranieri, sulla base del Rapporto relativo ai risultati prodotti da oltre due milioni e mezzo di alunni tra scuola primaria e secondaria e che Anna Maria Ajello ha commentato ai microfoni della Tecnica della Scuola.

Stranieri in difficoltà in Italiano e in Matematica

In tutti i gradi scolastici italiani, spiega l’istituto di valutazione, gli allievi non italiani hanno fatto riscontrare nelle discipline Italiano e in Matematica punteggi nettamente più bassi di quelli degli alunni madrelingua.

Le distanze tra gli uni e gli altri tendono però a diminuire nel passaggio tra la prima e la seconda generazione d’immigrati e nel corso dell’itinerario scolastico, in particolare in Matematica, materia dove pesa di meno la padronanza della lingua del paese ospitante.

ICOTEA_19_dentro articolo

Nella terza secondaria di primo grado, classe terminale del primo ciclo d’istruzione, la differenza tra italiani e stranieri di seconda generazione è, a livello nazionale, di 18 punti circa in Italiano e di 9 punti in Matematica.

Per quanto riguarda l’Inglese, altra disciplina valutata dai test Invalsi, gli alunni stranieri hanno fatto riportare risultati simili a quelli dei loro compagni italiani: in diverse regioni, gli stranieri, in particolare di seconda generazione e nella prova di ascolto, li hanno anche superati.

L’altra interpretazione

Il dato sull’inglese, però, può avere anche un’altra chiave di interpretazione: quella della modesta conoscenza della lingua britannica da parte degli alunni italiani.

In effetti, nella prova di lettura in inglese, all’ultimo anno della scuola secondaria superiore, il 51,8% degli studenti delle scuole italiane raggiunge il B2. Invece, il 10,6% non raggiunge il B1, ossia si posiziona a un livello di competenza molto basso dopo 13 anni di scuola.

Come già riportato, in Calabria, Sicilia e Sardegna la percentuale degli allievi che raggiungono il B2 scende, rispettivamente, al 31%, al 34,8% e al 34,1%.

Ancora più forte il divario rispetto al dato nazionale nella percentuale di allievi con risultati molto bassi. Infatti le percentuali di allievi che non raggiungono il B1 sono: Calabria 21,7%, Sicilia 18,2% e Sardegna 20%. Nella prova di ascolto (listening) solo il 35% degli studenti delle scuole italiane raggiunge il B2, traguardo previsto alla fine della scuola secondaria di secondo grado.

Invece, il 25,2%, cioè uno studente italiano ogni quattro, non raggiunge il B1, ossia si posiziona a un livello di competenza basso dopo 13 anni di scuola. In Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna la percentuale degli allievi che raggiungono il B2 scende, rispettivamente, al 19,9%, al 14,6%, al 14,8% e al 20,7%, a fronte del 49,3% del Veneto.