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Renzi: Italia unica in Europa a chiudere le superiori, colpa di trasporti e tamponi. Noi decisivi per il governo

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“È stato un errore riaprire le scuole e richiuderle perché si è pensato ai banchi a rotelle e non ai tamponi e ai trasporti, siamo l’unico paese europeo che ha chiuso le scuole superiori”. A dirlo è stato l’ex premier Matteo Renzi aprendo il 7 novembre l’assemblea di Italia Viva. Parlando di istruzione, il politico fiorentino ha detto che “serve un patto educativo: lo porteremo al tavolo di maggioranza”.

Utilizziamo pullman privati o dell’esercito

Qualche settimana fa, proprio per superare il problema della mancanza di bus e metropolitane, soprattutto nei grandi centri, Renzi ha detto: “Si paghino più corse, si coinvolgano i proprietari di autobus privati, si usino Ncc e taxi che soffrono: ma mandiamo i ragazzi a scuola”. Una posizione in linea con quella del Comitato tecnico scientifico.

Il leader di Italia viva è arrivato a fare “una provocazione: anziché pensare di inviare l’esercito a controllare movida e negozi, mandiamo i pullman dell’esercito per accompagnare i ragazzi a scuola. Lo dico da mesi che serve un piano per la scuola”, disse anche in quell’occasione Renzi.

Sulle scelte politiche da attuare, Renzi ha le idee chiare. E ricorda che Italia Viva è importante ai fini della tenuta del governo.

“Chi vuole confrontarsi con il mondo del diritto legga le sentenze della Cassazione e parli con gli avvocati”, ha replicato a proposito delle ipotesi di accusa di finanziamento illecito ai partiti.

“Senza Italia Viva addio maggioranza”

“Noi – continua – facciamo politica, e per fare politica Iv c’è, decisiva in Parlamento, decisiva per la tenuta di questa legislatura, perché senza di noi non c’è più maggioranza. Iv è decisiva”.

“Se sui temi c’è accordo la maggioranza va avanti fino al 2023, e allora potrà eleggere un presidente della Repubblica che non sia sovranista”.

“Abbiamo chiesto a Conte non un sottosegretario ma un tavolo politico in cui dire ‘siamo in grado o no di arrivare al 2023? Facciamo adesso quel che serve. Al tavolo a Palazzo Chigi mi sembrava di sognare: la clausola di supremazia nel titolo V, superare il bicameralismo paritario e una corsia privilegiata per i ddl del governo, persino Vito Crimi ha detto che erano nella riforma di Renzi”.

No al numero chiuso a medicina

Parlando dei contagi in aumento e della tenuta degli ospedali, Renzi “chiede trasparenza sui dati sanitari”: quando lo facciamo “non stiamo insultando nessuno. Vogliamo capire se ci sono ritardi sui materiali. Penso sia anche maturo il tempo per riflettere se valga ancora la pena di tenere il numero chiuso a medicina: intanto sblocchiamo l’imbuto formativo che c’è prima delle scuole di specializzazione, garantendo a chi si laurea subito la scuola di specializzazione”.

Sulle “partite” aperte, il leader di Italia Viva dice che “bisogna decidere che fare di Alitalia, di Telecom, di Autostrade. Creare i nuovi campioni digitali, mettiamo denari per settori dalla medicina personalizzata all’innovazione tecnologica in cui creare nuovi posti di lavoro. Lavoriamo sulle infrastrutture, perché tutta Italia ha diritto all’alta velocità. Al tavolo di governo porteremo la riforma fiscale. E poi il tema dell’ambiente. Al tavolo porteremo la forza e la qualità delle nostre ministre”.