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Riforma della scuola secondaria superiore

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E su questo punto domani, giovedì 13 gennaio, vi sarà un confronto tra viale Trastevere e i sindacati e ci sarà molto da dibattere. Se alle Regioni passerà soltanto l’istruzione professionale da chi verrà gestito il personale abilitato precario, abilitato indistintamente per insegnare in tutti i tipi di istituti, inserito nelle graduatorie permanenti? E quello di ruolo Dipenderà da un Csa regionale o ancora, come avviene oggi, dagli ex provveditorati? Il ministero vorrebbe anche introdurre una serie di insegnamenti e attività opzionali di tipo facoltativo: saranno i singoli istituti, sulla base delle peculiarità locali, specifiche in base al tipo di indirizzo e sulle richieste delle famiglie degli studenti, a determinarne i contenuti.
La bozza di decreto redatta dal Miur contiene anche delle novità per quanto riguarda la valutazione: ogni promozione non sarà infatti più annuale, ma avverrà alla fine di ogni biennio. Negli anni intermedi gli studenti potranno essere respinti solo per motivi gravi e comprovati. Il ministero ha inoltre intenzione di riproporre una vecchia regola relativa al tetto alle assenze (25% del monte ore annuale), superato il quale lo studente non avrà i requisiti per essere valutato.
Anche il secondo ciclo vedrà poi l’introduzione della figura del tutor, come sta accadendo gradualmente da settembre per la scuola primaria e media inferiore: un docente, votato da in ogni consiglio di classe, dovrà orientare nelle scelte didattiche (ma anche esterne alle scuola, come ad esempio per gli stage) e condurrà i rapporti con le famiglie. Il tutor sarà inoltre responsabile del portfolio di ogni studente: il fascicolo che contiene i dati relativi al percorso formativo dello studente. Ed anche questo punto sarà motivo di discussione.
Ma come giungono i sindacati a questo delicato e decisivo appuntamento? Dalle premesse non sembra che i ci siano i presupposti per un accordo: "Non vogliamo al momento cadere nel tranello di cominciare a discutere di un testo che ufficialmente non esiste", ha fatto sapere nei giorni scorsi la Flc-Cgil. Sembrerebbe più aperto al dialogo Francesco Scrima, segretario della Cisl Scuola: "Consapevoli che anno solare ed anno scolastico non coincidono, prendiamo atto della disponibilità del Ministro dell’Istruzione ad iniziare un confronto con le parti sociali sulla bozza del decreto legislativo sul secondo ciclo di istruzione e formazione: riteniamo che questo nuovo atteggiamento del ministro possa essere conseguenza della lunga stagione di mobilitazione che sta accompagnando l’infelice partenza della riforma del ciclo primario e che si stia comprendendo, finalmente, che le riforme della scuola hanno necessariamente bisogno della più ampia partecipazione sociale-professionale e condivisione culturale-politica possibile". Ancora più pesante il giudizio della Gilda, che attraverso il suo coordinatore nazionale, Alessandro Ameli, sottolinea come "i percorsi di istruzione liceale appaiono ibridi e incorenti, frutto probabilmente di lavori di commissioni lasciate a se stesse o comunque malamente coordinate. Anche la riforma delle superiori sconta un progetto che non è di qualificazione culturale del nostro sistema di istruzione, ma obbedisce, e i rigidi quadri orari lo dicono con grande chiarezza, alla logica della razionalizzazione della spesa cioè dei tagli e dei risparmi vero obiettivo della riforma".