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Riforma secondaria, non parte il negoziato

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"Più che in momento di confronto si è rivelata un’assemblea con quasi cento invitati". Con questa battuta il segretario della Uil Scuola, Massimo Di Menna, ha voluto commentare l’incontro di stamani avuto con il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti per la presentazione della bozza del decreto legislativo che andrà a riformare la scuola secondaria superiore. Al contrario di quanto ci aspettava, all’incontro non erano presenti solo le organizzazioni sindacali ma una lunga serie di associazioni, in rappresentanza di svariate professionalità, di artigiani e della Confindustria.

Il Ministro ha fatto una presentazione sommaria delle novità contenute nella riforma: ai rappresentanti sindacali e delle associazioni è stato consegnato un documento contenente i principi e le linee guida del decreto, una bozza di massima comprendente comunque, tra le altre cose, anche il nuovo quadro orario che caratterizzerà i futuri licei ed istituti professionali.
Al termine dell’incontro lo stesso ministro Moratti ha dato appuntamento ai sindacati di settore per un confronto diretto da realizzare entro la prossima settimana, durante il quale è stato promessa la bozza di riforma più dettagliata: le due parti hanno anche concordato un negoziato a parte alla presenza dei rappresentanti delle regioni, che secondo il progetto assorbiranno gli attuali istituti professionali, al fine di valutare le ricadute che la riforma avrà sul personale scolastico.

"Dopo una prima analisi del quadro orario – dice Di Menna – è evidente il fatto che l’abbassamento complessivo delle ore comporterà anche un decurtamento numerico degli insegnanti e del personale non docente: su questo punto è quindi importante stabilire sin da subito un negoziato, anche al fine di dare certezze al personale di ruolo in ansia per il proprio futuro".

Confermato il giudizio critico anche della Cgil, che attraverso il suo segretario nazionale, Fulvio Fammoni, ha chiesto al ministro Moratti "un articolato chiaro, preciso e completo: chiediamo anche che sulla proposta il Governo apra un confronto formale con le forze sociali e che l’intero mese di marzo venga impegnato in una consultazione vera e puntuale di tutte le scuole secondarie".
Pur non avendo ancora concrdato una linea comune da condurre sul tavolo negoziale, tutti i sindacati presenti all’incontro hanno sottolineato l’eccessiva rigidità del sistema duale licei-formazione professionale: tra le critiche più condivise quella che a tredici anni i ragazzi non sarebbero ancora in grado di fare una scelta ragionata del proprio percorso formativo e lavorativo.
Il Ministro ha comunque ricordato come, attraverso un sistema aperto, ogni studente possa passare da un sistema formativo all’altro (liceale e professionale) sia nel biennio iniziale che negli anni successivi, anche attraverso corsi integrativi e prove di verifica.
Drastico il giudizio di Enrico Panini, segretario generale Flc-Cgil: "Alla luce delle notizie fornite dal Ministro avute nell’incontro di oggi confermiamo il nostro giudizio negativo su un impianto che spacca la scuola fra istruzione liceale, propedeutica all’università, e istruzione professionale, finalizzata al lavoro: così aumenteranno le disuguaglianze nel nostro Paese ed il gap che ci separa dall’Europa proprio nella fascia di età fra i 14 ed i 19 anni sarà destinato ad aumentare ulteriormente. La Cgil, invece – dice Panini – rivendica più scuola di qualità per tutte e per tutti per contribuire a superare le forti disuguaglianze nel Paese e per uno sviluppo economico qualificato".

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