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Rinnovo del contratto, attesa e silenzio non sono buoni segnali

Le incertezze governative, i lunghi silenzi della Ministra Madia, la lunga attesa per l’Atto di indirizzo, stanno creando dubbi e perplessità tra i sindacati: cresce il sospetto che qualcosa non stia andando per il verso desiderato dalla ministra Valeria Fedeli.

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Il contratto della scuola è ormai scaduto da otto anni, ma le incertezze governative e i lunghi silenzi della Ministra Madia, creano dubbi e perplessità.

La Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli più volte aveva dichiarato che il rinnovo del contratto della scuola sarebbe dovuto essere chiuso entro il 2017, ma il fatto che ancora manca l’atto di indirizzo per avviare le trattative e i tavoli tecnici, fa sospettare che qualcosa non stia andando per il verso desiderato dalla ministra Valeria Fedeli.

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L’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego sarebbe bloccato, almeno per adesso, al MEF per la verifica tecnica delle coperture finanziarie.

I nodi sul tavolo del rinnovo contrattuale non sono soltanto di natura economia, ma sono anche di natura giuridica. Infatti i sindacati, secondo l’intesa del 30 novembre 2016 siglata con la Ministra Marianna Madia, vorrebbero fare un decisivo e significativo passo in avanti nell’opera di smantellamento della legge 107. Il rinnovo del contratto scuola sarebbe, secondo il punto di vista dei sindacati, lo strumento per cancellare bonus e chiamata diretta.

A tale proposito, si attendeva, ma nulla è stato fatto finora, un provvedimento legislativo in cui si riconsegnasse alla contrattazione valore di legge in alcune materie specifiche. In buona sostanza questo era uno dei punti principali dell’intesa tra governo e sindacati per rinnovar ei contratti della pubblica Amministrazione.

Su questo fronte i sindacati sono ancora in attesa di risposte definitive da parte del Governo, nemmeno sugli 85 euro lordi medi e mensili c’è ancora assoluta certezza.

Per i sindacati appare fondamentale, oltre che il massimo del recupero salariale perduto in questi anni di vacanza contrattuale, riconsiderare una corretta disciplina del rapporto di lavoro. Si vorrebbero recuperare gli spazi di contrattazione perduti a causa del D.lgs.150/2009 ed eliminare le prerogative discrezionali assegnate, con la legge 107/2015, ai dirigenti scolastici.

Siccome su questi temi c’è un silenzio assordante della politica e uno strano ritardo dell’apertura dei tavoli tecnici per la contrattazione, emerge, con ogni evidenza che il rinnovo del contratto non è affatto scontato e che, al momento, tutte le soluzioni sono possibili.