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Ritorno a scuola, test sierologici a docenti e ATA 15 giorni prima delle lezioni. Lo chiede il CTS

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Il Comitato tecnico scientifico ha chiesto esplicitamente al Governo di effettuare test sierologici a tutto il personale scolastico quindici giorni prima dell’avvio delle lezioni in presenza. Chi risulterà positivo al test dovrà sottoporsi al tampone.

Riapertura scuole: più che un’ipotesi i test sierologici

Sembra pertanto concretizzarsi l’idea più volte prospettata di effettuare un controllo al personale ai fini di prevenzione del contagio. E’ chiaro che l’ultima parola spetta al Governo, ma appare piuttosto improbabile il rigetto della proposta.

In base a quanto riporta il Corriere della Sera, il commissario Domenico Arcuri sarebbe già pronto ad attivare la gara d’appalto per la fornitura di due milioni di test, proprio a dimostrazione dell’altissima probabilità che si possa procedere in tal senso.

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Nei giorni scorsi lo stesso Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto intendere a chiare lettere che il test sierologico ai dipendenti della scuola sarebbe una misura necessaria. E per tale motivo i test dovranno effettuarsi almeno 15 giorni prima dell’inizio delle lezioni, proprio per verificare lo stato di salute di docenti e ATA e scongiurare contagi multipli se non addirittura focolai.

Ancora non si comprende se la misura sarà obbligatoria, ma è chiaro che per la prevenzione di tutta la comunità scolastica i dipendenti verranno invitati a sottoporsi ai test sierologici.

Rientro a scuola: non tutti sono d’accordo per l’obbligo dei test sierologici

A tal proposito nei giorni scorsi è partita una raccolta firme che mira proprio ad evitare l’obbligo di sottoporsi ai test per il personale scolastico: si chiede, infatti, la libertà di scelta su un tema molto delicato.

E questo potrebbe rappresentare già un primo problema perché se manca l’obbligatorietà dei test potenzialmente ci si espone a rischi di contagi, ma imporre l’obbligo di test sierologici potrebbe creare problemi evidenti che andrebbero ad invadere la sfera personale dei lavoratori.

Anche l’organizzazione dell’operazione potrebbe causare qualche problema anche se, secondo le indiscrezioni del Corriere della Sera, la questione già avrebbe una risoluzione: “la pianificazione sarà effettuata in collaborazione stretta con le Regioni che dovranno fornire l’elenco di tutte le scuole e programmare l’effettuazione delle analisi in accordo con i provveditorati. A quel punto — questo è il suggerimento dei componenti del Comitato tecnico scientifico — potrebbe rivelarsi indispensabile l’impiego dei soldati e delle forze di polizia che si recheranno negli istituti con i kit e procederanno ai prelievi“.

 

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