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Salvini Porta a Porta, Galiano: “Tetto del 20% di alunni stranieri in classe? Alcuni parlano un italiano migliore del suo”

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Le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini sul tetto di stranieri in classe stanno attirando numerose polemiche. Per il leader leghista, ospite nella trasmissione “Porta a Porta” su Rai1, fermare le lezioni nella giornata di conclusione del Ramadan, come accadrà il 10 aprile nell’istituto comprensivo statale Iqbal Masih di Pioltello, non è un segnale di crescita ma “un arretramento”. Per lui occorre introdurre il tetto di “un 20% di bambini stranieri in una classe”.

Durissimo il docente e scrittore Enrico Galiano, che ha scritto queste parole su Facebook: “Vorrei solo dire a quello che propone il tetto del 20% di alunni stranieri per classe che alcuni dei miei studenti stranieri di seconda media parlano un italiano migliore del suo”.

Salvini: “In nessun Paese islamico chiudono per Pasqua o Natale”

Non credo che in nessun Paese islamico chiudano per la Santa Pasqua o per il Santo Natale – ha detto Salvini – Finché l’Islam non si darà una struttura e non riconoscerà la parità tra uomo e donna chiudere la scuola mi sembra un pessimo segnale. È un segnale di cedimento e arretramento chiudere per il Ramadan”.

Quindi, il vicepremier è tornato a riproporre l’idea lanciata qualche anno quando scoppiò il caso di un istituto comprensivo capitolino, la Pisacane del quartiere Tor Pignattara, dove la maggior parte degli alunni iscritti erano stranieri o figli di stranieri.

Secondo Salvini, quando in una classe “hai tanti bambini che parlano lingue diverse e non parlano l’italiano è un caos. Bisogna controllare la presenza di bambini. Un 20% di bambini stranieri in una classe è anche stimolante ma quando gli italiani sono il 20% dei bambini in classe, come fa una maestra a spiegare?“.

Irene Manzi, capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, non ha dubbi: “Salvini è ossessionato da sé stesso. Arretramento rispetto a cosa? La scuola di Pioltello ha spiegato molto chiaramente le ragioni che hanno portato il consiglio d’istituto a programmare la chiusura per la fine del Ramadan”.

“Non vorremmo che queste dichiarazioni del vicepremier abbiamo altre finalità e rappresentino un attacco al Presidente della Repubblica, nelle cui mani il ministro Salvini ha giurato. Meloni ci spieghi cosa va dicendo il suo vicepremier”, conclude la dem responsabile Scuola Pd.

Fracassi (FLC CGIL). Tetto stranieri Salvini: idea contro l’inclusione

“Un’idea fuori dal tempo – per Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL – un provvedimento che penalizzerebbe la provenienza da contesti migratori non tenendo minimamente in considerazione la composizione dell’attuale società e la funzione unificante della scuola.  E che risulterebbe per di più inapplicabile, se non sradicando dal loro contesto di vita e di relazioni decine di migliaia di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, che verrebbero dirottate in istituti scolastici lontani dalle loro abitazioni e dai loro compagni” .

“Esattamente il contrario di quel che dovrebbe essere ogni processo di inclusione che, invece, richiede rispetto dell’esperienza di ciascuno, accoglienza e, per quanto riguarda la scuola, investimenti per creare ambienti educativi di apprendimento che favoriscano il benessere e la crescita di tutte e di tutti”. Sottolinea Fracassi.

“Il ministro farebbe bene a occuparsi di ponti invece che di tetti. Nella scuola della Costituzione non c’è spazio per logiche discriminatorie”. Conclude la leader della FLC CGIL.

Mattarella sta con la scuola di Pioltello

Nel frattempo il Capo dello Stato ha detto la sua sulle polemiche per la decisione presa dal Consiglio d’Istituto della scuola di Pioltello: nei giorni scorsi, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella si era rivolto la vicepreside Maria Rendani, vicepreside della scuola del milanese, nominata due anni fa proprio da Mattarella cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica. “Chiedo a Mattarella di intervenire, di venire a Pioltello a sostenerci – ha detto ai microfoni del TgR Lombardia – perché ci sentiamo soli. Lui è l’unico che può scrivere la parola fine in questa triste storia. Come posso ritrovare la forza e il coraggio di insegnare ai miei alunni che lo Stato italiano difende i cittadini?”. Quella di fermare le lezioni, aveva ribadito la prof, “è una scelta didattica. Non ha nulla di ideologico, nulla di religioso. Non abbiamo voluto inserire alcuna festività, non vogliamo togliere l’identità a nessuno e non vogliamo sopprimere nessuna cultura”.

Dopo alcuni giorni è arrivata la risposta del Capo dello Stato: “Ho ricevuto e letto con attenzione la sua lettera e, nel ringraziarla – ha spiega Mattarella – desidero dirle che l’ho molto apprezzata, così come – al di là del singolo episodio, in realtà di modesto rilievo – apprezzo il lavoro che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono nell’adempimento di un compito prezioso e particolarmente impegnativo“.