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Scatti di anzianità, i partiti sul carro dei vincitori

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La scuola è un bacino di elettori notevole. Lo sanno bene i partiti politici, che a poche settimane dalle votazioni nazionali da cui scaturiranno il nuovo Parlamento e il nuovo Governo non mancano occasione per rilasciare dichiarazioni o pubblicare comunicati attraverso cui trasmettono la loro vicinanza ai problemi della scuola e dei suoi lavoratori e utenti.
Anche sulla vicenda degli scatti di anzianità, sbloccatasi solo nelle ultime ore, dopo che a giugno Miur aveva annunciato una contrattazione in sede Aran per individuare le risorse finanziarie necessarie per poter liquidare quanto dovuto in materia agli insegnanti e a tutto il personale della scuola. Nei giorni scorsi aveva esordito il Partito Democratico, con la presentazione di un’interpellanza urgente al ministro Profumo sul ripristino degli scatti di anzianità. Nella quale si chiedeva come mai, “conseguentemente all’impegno assunto dal Ministro interpellato all’inizio del suo mandato, il personale della scuola attende da oltre un anno una risposta chiara sul pagamento degli scatti di anzianità. La risposta di Profumo, arrivata in Aula a stretto giro di posto, confermava l’impegno del Governo a chiudere positivamente la questione. Scaricando, però, ancora una volta sul Mef eventuali epiloghi non positivi.
Eventualità che però è stata scongiurata. Ora sembrerebbe anche per merito degli stessi partiti politici. Questo, almeno, è il pensiero di Elena Centemero, responsabile nazionale scuola del Pdl. Che esulta per l’esito della trattativa all’Aran e ricorda, con l’occasione, che “gli scatti di anzianità che erano già stati concordati con il governo Berlusconi”. Per poi aggiungere che “l‘azione politica del Popolo della libertà è stata molto chiara nei confronti dei docenti e determinante per eliminare l’ingiustizia dell’aumento del numero di ore lavorative senza retribuzione”.
Centemero
ha poi ricordato che “come responsabile nazionale scuola” del Pdlha “più volte messo in luce la necessità di una riflessione insieme a tutto il mondo della scuola sul ruolo e sulla valorizzazione dei docenti. La campagna elettorale sarà l’occasione per iniziare questo dialogo, troppo a lungo trascurato”.
Non certo per colpa, aggiungiamo noi, dei lavoratori della scuola e dei loro rappresentanti sindacali. Del resto, chi ha introdotto la norma del blocco degli scatti stipendiali? E chi aveva provato a imporre le 24 ore d’insegnamento settimanale a costo zero per tutti i docenti? La risposta è facile facile. E i lavoratori della scuola non hanno bisogno di suggerimenti. E nemmeno di spiegazioni.