Home I lettori ci scrivono Scuole paritarie, la “questua standard” al posto del “costo standard”

Scuole paritarie, la “questua standard” al posto del “costo standard”

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Leggiamo su Tecnica della Scuola di un emendamento alla legge di bilancio “a firma del sen. Mario Pittoni “ e contenente l’aumento di circa 150 milioni all’anno, cioè dai 550 milioni conquistati da Toccafondi a 700 milioni, pari a + 27% !

Mentre la richiesta annosa e pervicace del “costo standard ecc.” sembra scomparsa dall’orizzonte o insabbiata, la manina del senatore leghista vorrebbe provvedere con una ricorrente …. “questua standard”.

Al solito i contributi statali verrebbero erogati in deroga alla Costituzione, a pioggia, a prescindere, senza motivazione chiara e seria, senza scopo strategico; anzi un po’ alla carlona, perché la questione paritarie è duplice in quanto le scuole private “vanno ripartite in due gruppi diversi: 1°) quelle, come le scuole dell’infanzia, che operano in situazione di quasi-monopolio per l’insufficienza o l’assenza di scuole statali dello stesso tipo e 2°) le altre private che affiancano le pubbliche”.

Nessun contributo è consentito per il secondo gruppo di scuole, ai sensi dell’art. 33 della Costituzione.

Mentre lo Stato dovrebbe provvedere – lo dice ancora la Costituzione – al colmare il deficit di scuole dell’infanzia e nel frattempo indennizzare le famiglie costrette a ricorrere alle scuole private (del primo gruppo) oppure stipulare convenzioni identiche con le stesse, cioè non lasciate all’estro di Regioni e Comuni.

Vincenzo Pascuzzi