Serafini (Snals): “Resta un’utopia adeguarsi agli stipendi europei”

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“È un momento difficile per il rinnovo contrattuale dei docenti. Noi chiediamo più risorse. Questo è quello che abbiamo sottoscritto a Palazzo Chigi”. Così Elvira Serafini, segretario generale della Snals, ai nostri microfoni. Con il segretario del Sindacato  Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola, abbiamo parlato anche delle prossime elezioni, della figura del Rsu, di fondi del Pnrr destinati al mondo della scuola, del rinnovo del contratto nazionale.

Fondi Pnrr per la scuola

“Abbiamo avuto una bozza dell’atto di indirizzo e neanche un’apertura di tavolo. I fondi del Pnrr sono destinati alle strutture e non al miglioramento delle condizioni stipendiali di tutto il personale scuola. Forse l’adeguamento agli stipendi europei resta un’utopia, ma staremo ai tavoli non solo per l’aspetto economico, ma anche per quello legislativo” chiarisce Serafini.

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Trattativa contratto nazionale

“Le modifiche normative sono tante, tra cui la valorizzazione del docente, che non può essere affidata alla discrezionalità del preside, ma a criteri definiti. Anche la formazione deve avvenire durante le ore di servizio e non dopo senza essere retribuite o riconosciute, valida sia per personale di ruolo, sia per il personale a tempo determinato. La formazione deve essere finalizzata ad una preparazione effettiva. A cosa serve la formazione dopo 10anni di precariato?”

Figura RSU

“Quella del Rsu è una figura importantissima che noi consideriamo appartenente alla struttura sindacale. Di solito, la preferenza sulla scelta ricade sugli iscritti, ma è piacevole conoscere altri candidati che, sebbene non iscritti al sindacato, si mettono in gioco”.
Lo sciopero del 10dicembre ha superato la percentuali di partecipanti dello scorso, dove erano presenti tutte le sigle sindacali-  continua il segretario-. Certamente la situazione pandemica non ci ha aiutato
E sulla tornata elettorale di aprile aggiunge: “Speriamo di ottenere un risultato migliore del 2018, con numeri superiori”
 Per una scuola al passo con i tempi che viviamo aggiunge: “Dovremmo riproporre nuovi percorsi, ripensando una scuola diversa,  con percorsi che puntino alla formazione dei cittadini di domani”.