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Sono partite le prove orali del Concorso ordinario per la Secondaria di primo e di secondo grado: come prepararsi?

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Sono in corso le tanto attese prove orali del Concorso ordinario per la scuola Secondaria di primo e di secondo grado. La prova, secondo quanto previsto dal DD n. 499 del 21 aprile 2020, poi modificato dal Decreto n. 23 del 5 gennaio 2022, prevede una prima distinzione tra:

  • la prova orale per i posti comuni;
  • la prova orale per i posti di sostegno.

Il colloquio, della durata massima di 45 minuti (fermi restando i tempi aggiuntivi, previsti dall’articolo 20 della Legge 5/02/1992, n. 104), è valutato un massimo di 100 punti ed è superato da chi consegue perlomeno 70 punti.

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Come è ormai risaputo, ogni candidato estrarrà la traccia su cui dovrà tenere il colloquio 24 ore prima della sua discussione. È innanzitutto utile riflettere preventivamente sui Quadri di riferimento orale sul sito del MIUR (a questo link potete trovarli divisi per classe di concorso). Saranno valutate:

  • la competenza di progettazione pedagogico-didattica, con riferimento alla preparazione teorica in ambito normativo, alla collocazione della progettazione rispetto al contesto dato;
  • la conoscenza dell’argomento assegnato e delle metodologie didattiche più adeguate e coerenti con il tema da trattare;
  • l’abilità di comprensione e produzione orale in lingua inglese (livello B2 del QCER), anche con riferimento alla specifica attività didattica;
  • la qualità dell’esposizione nell’interlocuzione con la commissione, con riferimento alla padronanza linguistica sul piano grammaticale, sintattico e lessicale, all’ampiezza e alla ricchezza della competenza lessicale, anche riguardo alla terminologia scientifica pedagogico-didattica.

Alcuni consigli pratici per la preparazione della prova orale

Visto che nei 45 minuti previsti avranno luogo sia l’illustrazione dell’attività didattica progettata, sia l’accertamento della comprensione e delle competenze conversazionali in lingua inglese, è bene pensare a come condensare in mezz’ora circa l’esposizione del proprio percorso didattico.

  • Per prima cosa, si consiglia di preparare una lezione, una UDA o un percorso non in astratto, bensì di decidere a quale classe di quale ordine e tipologia di scuola superiore (nel caso delle scuole superiori di secondo grado) rivolgersi.
  • Si prevedano il periodo dell’anno scolastico in cui calendarizzare l’attività e l’ambiente di apprendimento; ci si chieda: in quale spazio educativo è meglio pensare alla presente attività didattica? Può bastare la tradizionale aula disciplinare o un laboratorio, o è necessario, ad esempio, uno spazio modulare e flessibile?
  • Compiuta questa scelta, ci si interroghi poi sulla o sulle metodologie più efficaci da proporre alla classe. Come è noto, negli ultimi anni è favorita una progettazione per competenze, che preveda un approccio didattico esperienziale, problematico e calato sulla realtà, che mira all’inter- e alla multi-disciplinarità. In tal senso, lo studente partecipa attivamente al processo formativo, mentre il docente assume il ruolo di formatore e facilitatore.
  • Si elenchino, inoltre, strumentazioni e TIC che devono essere presenti in classe: come viene precisato più volte nel bando concorsuale, è fondamentale sapere come, dove e quando (e anche quando non) utilizzare le tecnologie per le attività in aula e per la presentazione dei contenuti disciplinari, per l’esercitazione pratica o a sostegno dell’apprendimento. È dunque fondamentale fare ricorso a una o più tecnologie all’interno dell’attività, motivando la scelta ed eventualmente preparandosi a illustrarne l’utilizzo.
  • Si noti che le TIC, se ben usate, sono strumenti utili per il superamento delle barriere e facilitatori per l’apprendimento, in particolare per gli studenti con Bisogni educativi speciali (BES) o con Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). È bene, infatti, che all’interno della progettazione dell’attività didattica il candidato ipotizzi di avere in classe studenti con certificazioni DSA, BES e/o alunni con disabilità, dunque con un PEI. Facendo riferimento al piano d’inclusione delle istituzioni scolastiche e alla normativa vigente, il candidato può così organizzare un’attività didattica che proponga strategie e tecniche inclusive.
  • È infine consigliabile progettare anche una prova di valutazione per l’attività didattica proposta nel colloquio, con tanto di griglia di valutazione (con indicatori, descrittori e punteggi); si dispongano anche prove differenziate per gli studenti che ne hanno bisogno e una prova di recupero.

Come prepararsi al meglio?

La normativa, le metodologie più aggiornate, i fondamenti della psicologia dello sviluppo, della psicologia dell’apprendimento e della psicologia dell’educazione, nonché utili suggerimenti per la programmazione e la progettazione educativo-didattica, con una particolare attenzione alla valutazione, sono contenuti nei recentissimi volumi che la casa editrice Guerini e Associati ha dedicato alla preparazione del Concorso ordinario per la Scuola superiore (qui trovate il catalogo completo).

Osservando l’indice dei volumi, è anche possibile notare l’attenzione posta all’inclusione scolastica, alle tecnologie (con molti esempi di TIC utili all’apprendimento, anche per alunni con Bisogni educativi speciali) e a problematiche che negli ultimi anni stanno destando sempre più preoccupazione: il bullismo e il cyberbullismo.

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