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Stop al voto alla primaria, niente elaborato per la “maturità”: lo chiede il CSPI

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La riunione plenaria in videoconferenza del CSPI è durata più di 12 ore, ma alla fine un risultato c’è stato: il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha dato il proprio parere sulle bozze di ordinanza relative agli esami di Stato del I e del II ciclo e alla valutazione finale nelle classi intermedie.
Il Consiglio ha esaminato diversi punti critici chiedendo alla Ministra Azzolina modifiche importanti.

Per quanto concerne l’esame del II ciclo (la cosiddetta “maturità”) la discussione si è concentrata in particolare sul problema della sicurezza: un certo numero di membri del Consiglio (soprattutto quelli provenienti dalla regioni più colpite come per esempio la Lombardia) ha insistito sulla proposta di formulare esplicitamente alla Ministra la richiesta che l’esame si svolga a distanza.

Alla fine nel parere approvato sono stati però evidenziati i molteplici problemi (non ultimi quelli di natura legale) ai quali si andrebbe incontro nel caso in cui gli esami si dovessero svolgere in presenza.

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Sempre secondo il CSPI, verrebbe alleggerito il carico di lavoro per gli studenti: non ci sarebbe quindi nessun elaborato riferito ai contenuti relativi alle materie di indirizzo; l’esame si ridurrebbe ad un colloquio basato semplicemente su un argomento, un tema, un problema proposto prima dell’avvio degli orali e discusso in sede di colloquio. A quel punto verrebbero eliminati anche gli elaborati multimediali su PCTO e su Cittadinanza e Costituzione.
Un’altra modifica importante richiesta dal CSPI riguarda gli esami di idoneità per i privatisti che, in base alla autonoma valutazione di ogni singola istituzione scolastica, potrebbero iniziare anche in data diversa dal 10 luglio, come invece previsto nella bozza di ordinanza.

Per il primo ciclo il CSPI chiede l’abolizione dell’obbligo di presentazione dell’elaborato entro il 30 maggio; gli studenti avranno tempo anche nei giorni successivi. Dopo la data del termine delle lezioni si svolgerebbero i colloqui e successivamente gli scrutini per formalizzare l’esito del colloquio e ad assegnare le votazioni finali.

Per quanto concerne la scuola primaria il CSPI ha chiesto alla Ministra di soprassedere sull’obbligo di usare il voto numerico nel documento di valutazione finale e di lasciare libertà alle scuole di servirsi di giudizi descrittivi complessivi.