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Studenti violenti e voto in condotta, Giannelli: “a scuola non si va solo per le nozioni. Il comportamento è una materia come le altre”

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Docenti aggrediti, studenti premiati: serve ancora il voto di condotta? è il titolo dell’appuntamento della Tecnica risponde live di martedì 27 giugno 2023. La vicenda del 9 in condotta agli studenti che hanno colpito con dei proiettili di gomma la loro docente, poi abbassato dopo la relazione degli ispettori all’istituto Viola Marchesini di Rovigo, continua a tenere banco, con l’intervento del ministro Valditara e di diversi esponenti della politica. Durante la diretta, moderata dal vicedirettore della Tecnica della Scuola Reginaldo Palermo, è intervenuto il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli:

“Non possiamo educare, far crescere dei ragazzi che magari hanno un buon profitto scolastico, ma si comportano male nei confronti degli altri, mancano di rispetto ai docenti o ai loro stessi compagni. Non si va a scuola semplicemente per apprendere delle nozioni, ma si va a scuola per diventare cittadini, questo è l’obiettivo principale della nostra scuola. Si devono sviluppare delle competenze, ma si deve imparare a rispettare il prossimo”.

“Il comportamento è come se fosse una materia come le altre, questo è stato introdotto dal ministro Gelmini nel 2008 e quindi una insufficienza nel comportamento conduce alla non promozione come una insufficienza in altre materie. Si può essere promossi anche con il 6 in condotta oggi, ai miei tempi serviva l’8, ma questo 6 bisogna conquistarselo, non si può pensare di comportarsi male e andare avanti lo stesso”.

Fatti gravi e sospensioni

“Nel Dpr 249/98 che è lo Statuto delle studentesse e degli studenti – spiega Giannelli – ricordo che l’obbligo della scuola di offrire sempre la conversione di una sospensione in attività utili per la collettività scolastica, in realtà vale fino a 15 giorni di sospensione, quindi non vale sempre e queste sono le sospensioni di competenza del consiglio di classe, ma per fattispecie particolarmente gravi l’organo competente è il consiglio di istituto e, in questo caso, cioè da 15 giorni in su, non si convertono in attività utile, ma lo studente viene allontanato dalla comunità scolastica. Stiamo parlando ovviamente di fatti molto gravi, tanto per esser chiari, un accoltellamento. In quel caso l’allontanamento dalla comunità scolastica è anche funzionale a preservare lo studente da eventuali reazioni di altri e anche al reiterarsi di questa condotta, previa valutazione del Consiglio di Istituto”.

L’Organo di garanzia

“Ogni scuola dovrebbe adottare dei criteri di valutazione, questo è precisato nel Dpr 122/2009 mentre il Dpr 249 è un regolamento sulla disciplina che però necessita di un atto interno alla scuola. Capirei maggiormente un intervento sul 122 che riguarda la valutazione, quindi se diamo là dei criteri più stringenti probabilmente soddisfiamo le richieste dell’utenza. I giudizi del Consiglio di classe possono essere impugnati davanti al Tar. Se un alunno viene espulso o non viene ammesso allo scrutinio finale ritiene di essere stato sanzionato ingiustamente ha degli strumenti di tutela offerti dall’ordinamento, oltre che il famoso Organo di garanzia che esiste in tutte le scuole e anche a livello di Ufficio Scolastico Regionale quindi se c’è una decisione di natura disciplinare che non aggrada allo studente – conclude il presidente Anp – si può ricorrere a quest’organo anche. Le tutele offerte sono notevoli”.