Home Didattica Superiori, per mille classi l’alternanza scuola-lavoro si fa con l’azienda virtuale

Superiori, per mille classi l’alternanza scuola-lavoro si fa con l’azienda virtuale

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L’alternanza scuola-lavoro, prevista dalla Legge 107/2015, passa anche per l’avvio dell’impresa formativa simulata.

Le idee di impresa, nate tra i banchi e simulazioni di start up, sono state avviate da quest’anno durante l’orario curricolare delle terze classi di 458 istituti superiori (tecnici, professionale ed in minima parte nei licei). Ovvero quelle scuole che hanno aderito alla piattaforma del Consorzio nazionale per la formazione, l’aggiornamento e l’orientamento (Confao).

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A fare il punto della situazione è stato, il 6 aprile, Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione: “si tratta di un percorso di alternanza scuola lavoro che coinvolge circa mille classi”  e che prevede la costituzione di un’azienda virtuale, che svolge un’attività di mercato in rete e fa riferimento a un’azienda reale.

“L’impresa formativa simulata – ha precisato Toccafondi durante un incontro con le scuole al Miur – non è alternanza di serie B, ma un’occasione di alternanza e scuola a tutti gli effetti: il contatto con la realtà non manca e docenti e imprenditori seguono il percorso dei ragazzi” che valorizza e “coltiva” la cultura di impresa.

“Il ruolo delle imprese nei diversi percorsi di alternanza è centrale – ha detto il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay – noi stiamo già molto a contatto con gli studenti e siamo determinati ad aumentare questo coinvolgimento”.

 

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Il 65% delle Ifs, ricorda l’Ansa, è attivo negli istituti tecnici, il 31% nei professionali, il 4% nei licei. L’introduzione dell’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro ha fatto aumentare il numero di Ifs progettate, ha aggiunto Toccafondi. “Il muro ideologico tra scuola e lavoro è venuto giù, ora dobbiamo costruire la strada di collegamento. Quest’anno gli studenti obbligati all’alternanza sono 500 mila, ovvero gli alunni del terzo anno della scuola superiore. Fra tre anni saranno 1,5 milioni, contro i 270 mila studenti del triennio coinvolti l’anno scorso. Occorrerà la partecipazione di tante aziende, ma c’è un ottimo segnale di interesse reale anche verso l’Ifs”.

Nella piattaforma del Confao sono attive già 124 imprese, mentre altre 806 sono in fase di attivazione. L’istituto “Datini” di Prato, con le imprese partner, ha creato ad esempio un’agenzia viaggi per promuovere il turismo della città, accompagnata da albergo, ristorante e agenzia di comunicazione

L’istituto “Leonardo Da Vinci” di Roma ha creato Vanitas, un’azienda per l’organizzazione di grandi eventi, mettendo in pratica quanto imparato nell’organizzazione di feste rionali ed eventi nazionali nella propria scuola.

L’istituto “Tosi” di Busto Arsizio ha invece ideato, e presto metterà in commercio grazie all’impresa partner, “Save the galaxy – eroi in gioco”, un gioco in scatola in cui i giocatori collaborano per sconfiggere catastrofi, naturali e non, in una galassia immaginaria.

Un altro esempio di Impresa formativa simulata fortemente innovativo è quello organizzato dall’Istituto professionale “Confalonieri” di Roma, dove gli studenti del terzo anno di Grafica pubblicitaria e del settore Commerciale hanno avviato la “tipografia on line”, alla luce del progressivo spostamento delle arti grafiche dalla stampa tradizionale a quella digitale-interattiva.

 

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