Home Attualità Telecamere a scuola: c’è chi dice sì, c’è chi dice no

Telecamere a scuola: c’è chi dice sì, c’è chi dice no

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Dopo il sì Camera alla proposta di legge a prima firma Annagrazia Calabria di Forza Italia sulla videosorveglianza negli asili nido, scuole dell’infanzia e nelle strutture per anziani e disabili, molte sono state le reazioni di approvazione e altrettante quelle fortemente contrarie.

La proposta, ricordiamo, prevede “misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità”.

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C’è chi, come Moige – Movimento Italiano Genitori, esprime soddisfazione per l’approvazione alla Camera della legge.Nelle scorse settimane – si legge in un comunicato – abbiamo chiesto di approvare in tempi rapidi questo provvedimento che consideriamo una norma importante e di buon senso, finalizzata non solo a contrastare ma soprattutto a prevenire eventuali abusi o maltrattamenti sui più piccoli, sugli anziani e i disabili”.

“Questo provvedimento non istituisce “scuole grande fratello”, ma protegge gli indifesi da ogni rischio di abusi, tutela docenti e operatori che lavorano correttamente e interviene anche sulla formazione del personale. Adesso ci attendiamo che anche il Senato lo approvi in breve tempo” ha dichiarato Antonio Affinita, direttore generale del Moige.

Contraria, invece, tra gli altri, l’associazione Dirigenti Scolastici DiSAL, secondo la quale “introdurre la video sorveglianza a scuola è abdicare a questa responsabilità educativa della comunità scolastica”.

“Ricostruire una seria e professionale formazione dei docenti – ricorda il presidente di DiSAL Ezio Delfino  -, dare autentica autonomia di governo istituzioni scolastiche, costituire un serio sistema di valutazione del personale della scuola, operare cioè con la dovuta prevenzione educativa, sono le azioni necessarie ed improrogabili per garantire presenze di buoni educatori a scuola”.

Perché diventi legge, il provvedimento ora deve passare al vaglio del Senato.