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Test Invalsi, quest’anno il Miur dà più tempo per rispondere ai quesiti

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Il 7 giugno il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblici numeri, date e norme che regoleranno gli esami di terza media conclusivi del primo ciclo d’istruzione: gli alunni coinvolti nelle prove saranno 593.372 e dovranno sostenere più prove scritte (italiano, matematica ed elementi di scienze e tecnologia, lingue straniere, la prova nazionale Invalsi) e il colloquio finale su tutte le materie affrontate nell`ultimo anno.
Il test Invalsi si svolgerà lunedì 20 giugno, unica data stabilita dal Miur per la prova nazionale. E la novità principale, ha spigato il Ministero, riguarderà proprio la tanto discussa la prova Invalsi: quest’anno il tempo a disposizione per lo svolgimento del test, predisposto dall`Istituto Nazionale per la valutazione del sistema d`istruzione e formazione, su mandato del ministro, durerà 30 minuti: 15 minuti in più per il test di matematica e 15 in più per quello d`italiano: si passerà dunque dai 60 minuti dello scorso anno a 75 minuti per ciascuna prova.
Viale Trastevere ha poi sottolineato che gli studenti “svolgano prima la prova di matematica e, dopo una pausa di 15 minuti, quella d`italiano”. Il calendario per le altre prove invece sarà stabilito autonomamente dai singoli istituti.
Per quanto riguarda la prova scritta della seconda lingua straniera, laddove insegnata, il Miur ha confermato tutte le indicazioni contenute dalla circolare n.46 del 26 maggio 2011 che stabilisce l`autonomia dei collegi dei docenti nella scelta della prova scritta.
Pe rispondere alle accuse mosse da alcuni sindacati ed associazioni, contrarie all’allargamento del numero delle verifiche, il Ministero ha poi precisato che “già il 90% delle scuole medie italiane ha svolto negli anni precedenti un`autonoma prova scritta sulla seconda lingua straniera comunitaria”. Ma su questo punto c’è anche una novità dell’ultima ora: la decisione se attivare o meno la prova sulla seconda lingua dipenderà da come si sono espressi i collegi dei docenti. Cade, così, quello che sembrava un obbligo a realizzare due verifiche scritte sulle lingue straniere. “La circolare del 26 maggio scorso – ha precisato il Miur – sottolinea solo l`opportunità di uniformare i criteri valutativi delle scuole”.
Il dicastero dell’Istruzione ha anche colto l’occasione (ma questa non è una novità a livello di scuola media) di ricordare a studenti e docenti che per l’ammissione agli esami conclusivi, come per la maturità, “è necessaria la sufficienza (6/10) in tutte le materie, compreso il voto in condotta”.
Il punteggio finale dell’esame sarà determinato, come già spiegato in passato, dalla media tra il voto di ammissione, il punteggio conseguito in ciascuna prova scritta, compreso il test Invalsi, e quello raggiunto nella prova orale. Sia il voto finale che il punteggio di ciascuna prova dell`esame saranno espressi in decimi.
E per i più bravi potrà arrivare anche la “lode”. “Agli studenti particolarmente meritevoli, che – spiega il Miur – a conclusione di tutte le prove previste dall`esame, raggiungono il punteggio finale di 10/10, la commissione può assegnare all`unanimità la Lode“. Un’impresa, quella di arrivare al massimo del punteggio raggiungibile, che per l’alto numero di prove e di variabili da valutare, però davvero pochi alunni avranno il piacere di provare.
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