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Test Ocse-Pisa: gli studenti italiani passano più tempo a scuola e sui libri, ma sono dietro

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Le performance degli studenti italiani rimangono sotto la media Ocse: migliorano però in matematica, risultano stabili quelle in scienze e nella capacità di lettura.

A dirlo sono i test Ocse-Pisa 2015 sulle competenze degli studenti quindicenni, i cui risultati sono stati diffusi il 6 dicembre a Bruxelles.

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I dati, matematica a parte, continuano a essere tuttavia inferiori alla media Ocse. A primeggiare nell’Ue sono Estonia e Finlandia. Nel mondo Singapore.

Nella nostra penisola, resta più marcata rispetto alla media Ocse anche la differenza di genere: si allarga il gap tra ragazzi e ragazze in matematica e scienze. Mentre si restringe nella capacità di lettura, con le ragazze sempre migliori, anche se le loro performance sono peggiorate dal 2009 mentre quelle dei maschi sono migliorate.

Gli studenti immigrati, di prima o seconda generazione, fanno più fatica degli altri in scienze. Come in molti altri Paesi, infine, gli studenti con condizioni socioeconomiche più svantaggiate hanno meno probabilità di riuscita a scuola.

A proposito delle performance in scienze, lo studio Ocse mette a disposizione anche i dati di quattro tra regioni e province autonome, con gli studenti di Bolzano, Trento e Lombardia che segnano punteggi circa 30 punti sopra la media italiana, mentre gli studenti in Campania risultano 30 punti sotto, l’equivalente di circa un anno scolastico di ritardo.

“Nonostante i risultati inferiori alla media Ocse, gli studenti italiani passano più tempo a scuola e sui libri: 29 ore in classe e 21 dedicate ai compiti a casa per un totale di quasi 50 ore a settimana, contro una media Ocse di 44 ore”.

Molti Paesi riescono a ottenere performance superiori con un impegno inferiore: in Europa, ad esempio, Finlandia e Germania (36 ore).

Anche i dati sulla spesa nazionale non sono confortanti: secondo l’Ocse, l’Italia investe circa 81 mila euro a studente tra i 6 e i 15 anni, vicino alla media Ocse di 84 mila euro.

Tra 2005 e 2013, tuttavia, la spesa pubblica per studente è calata di circa l’11% in termini reali, mentre nella media Ocse dei Paesi con dati disponibili è cresciuta del 19%.

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