Home Attualità Troppe interrogazioni, per lo psicologo ben vengano le proteste degli studenti

Troppe interrogazioni, per lo psicologo ben vengano le proteste degli studenti

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L’occupazione del liceo Manzoni di Milano? Ben venga. A sostenerlo al ‘Corriere della Sera‘ lo psicologo e psicoterapeuta, esperto di adolescenti, Matteo Lancini, che nell’ultimo periodo ha analizzato i comportamenti dei giovani in tempo di pandemia.

Gli studenti del Manzoni avevano deciso di scioperare dalle lezioni in classe e occupare il cortile dell’istituto in segno di protesta ad un rientro in presenza troppo “rigido” dovuto a verifiche e interrogazioni dei professori, alle prese con le ultime settimane di scuola. Una manifestazione che ha diviso non poco, genitori e docenti. Ma dalla parte dei ragazzi si è schierato proprio lo psicoterapeuta Lancini. Quest’ultimo sostiene che questa forma di disagio mostrata all’esterno ha permesso agli studenti di sfogarsi evitando forme violente come invece accade in altri contesti, specie con forme di autolesionismo e tentativi di suicidio nei casi più estremi.

“Molti insegnanti – afferma Lancini – hanno inteso il rientro a scuola come il momento in cui recuperare a tutti i costi gli apprendimenti. Io stesso ricevo e lavoro con dirigenti preoccupati per il comportamento dei propri professori”.

Secondo lo psicoterapeuta, questa rappresentava un’occasione di incontro tra un adulto (il professore) e gli studenti (che a livello di figure adulte sono stati a contatto solo con i genitori durante la pandemia) per riprogettare e riorganizzare il futuro insieme, mantenendo sempre l’autorevolezza e il rigore dell’insegnante.

Dunque bene chi riesce a protestare, segno di un atteggiamento costruttivo, mentre preoccupa chi “per proprie fragilità” non riesce a esprimere le difficoltà, e può rivolgere l’attacco a sé con episodi di autolesionismo e trovano negli adulti un carico maggiore di stress.

Insomma non è stata colpa dei giovani se la pandemia li ha rinchiusi in casa in Dad. Non bisogna generalizzare (alcuni prof hanno colto il momento) ma valutare anche le fragilità degli studenti in un momento storico del tutto straordinario.

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