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Un sistema per non buttare via l’anno dello studente

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Gentile redazione di Tecnica della Scuola, mi chiamo Luca Bonisoli e sono un insegnante di scuola media.

Sempre più spesso che c’è chi si schiera pro o contro la bocciatura, ma tutti danno sempre per scontato che sia l’unico sistema possibile. Si continuano così ad alimentare discussioni che secondo me non hanno senso di esistere.

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A me sembra evidente che entrambe le posizioni pro e contro la bocciatura abbiano una parte di ragione.

Chi è contro la bocciatura mette in luce il pesante effetto psicologico sui ragazzi, e il fatto che bocciare significa dare peso solo alle insufficienze, buttando via quello che l’alunno ha costruito.

Chi è a favore della bocciatura sottolinea che, regalando la promozione in presenza di insufficienze, le carenze non vengono mai colmate e si generano alunni poco preparati.

Entrambe le posizioni dicono il vero.

Allora perché non si cerca di mettere a punto un sistema dove non si butta via niente di ciò che l’alunno ha costruito, e contemporaneamente non si regala niente di ciò che manca?

Senza scomodare i sistemi scolastici di altri Paesi, secondo me si potrebbe prendere ispirazione dal nostro sistema universitario.

All’università non esiste il concetto di “ripetere l’anno”. Se in un anno ci sono 10 esami e uno studente viene bocciato in 6 di essi, non deve certo rifare i 4 esami che ha superato! Allo stesso tempo, però, quello studente non ottiene la laurea finché non supera tutti gli esami.

Non si butta via niente e non si regala niente.

Se potessi, alla scuola media introdurrei un sistema simile:

1 – Terrei unite le classi dalla prima alla terza (cioè non farei ripetere l’anno a nessuno) per preservare le relazioni tra i compagni di classe, che a quell’età sono importantissime.

2 – Potenzierei i doposcuola, per aiutare gli alunni in difficoltà a rimanere il più possibile in pari.

3 – In caso di insufficienze in pagella a fine anno, istituirei esami integrativi, eventualmente ripetibili anche più volte, per far recuperare le carenze nelle materie insufficienti.

4 – Ammetterei all’esame di terza media solo chi ha recuperato tutte le insufficienze di tutti gli anni scolastici.

5 – Per gli alunni che arrivano alla fine della terza con molte insufficienze ancora da recuperare, istituirei un quarto anno di scuola media, con classi composte solo da alunni – diciamo così – “fuori corso”. L’anno sarebbe dedicato interamente al recupero, così gli alunni avrebbero il tempo per colmare le lacune senza dover contemporaneamente svolgere un programma nuovo.

Questo sistema, oltre a non regalare niente e non buttare via niente, sarebbe compatibile con l’attuale organizzazione in anni scolastici e classi su base anagrafica, quindi potrebbe essere applicato senza grandi stravolgimenti.

Non sarebbe a costo zero (perché ad esempio i docenti andrebbero retribuiti per gli esami integrativi) e non sarebbe perfetto, perché nessun sistema lo è. Però sono convinto che costituirebbe un grande passo avanti rispetto alla situazione attuale.

Luca Bonisoli