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Uno studente si ustiona mentre fa il Pcto, è grave. Le associazioni studentesche dicono basta: presto scioperi e mobilitazioni

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Il 2022 non sembra proprio fortunato per gli studenti impegnati in stage formativi: sono del passato inverno gli incidenti mortali ravvicinati di Giuseppe Lenoci, di Monte Urano, nel Fermano, e Lorenzo Parelli, nativo del Friuli, entrambi frequentanti corsi di formazione professionale gestiti da Cfp e autorizzati dalle Regioni; è di oggi, invece, la notizia che un ragazzo di 17 anni impiegato ieri pomeriggio in una carrozzeria a Merano, durante lo svolgimento del Pcto, è rimasto gravemente ferito – assieme ad un operaio di 36 anni – a causa di un ritorno di fiamma.

Sul posto sono intervenuti la Croce Bianca con il medico d’urgenza, i carabinieri e i vigili del fuoco. I due feriti, vista la gravità delle condizioni, sono stati trasportati direttamente all’ospedale di Bolzano.

Successivamente, il diciassettenne è stato trasferito in un centro specializzato in Baviera, a Murnau.

La risposta degli studenti

L’Unione degli studenti è subito tornata a protestare. “Non staremo a guardare, ci saranno scioperi e mobilitazioni studentesche in tutto il paese”, ha fatto sapere l’associazione studentesca.

“Questo incidente si aggiunge a una lunga lista di morti sul lavoro e all’interno delle scuole – ha detto Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti -, morti causati da un sistema malato, volto solamente al profitto. Esprimiamo solidarietà e vicinanza alla famiglia, i compagni di scuola e gli amici del ragazzo”.

“Vogliamo sicurezza dentro e fuori le scuole – ha continuato Redolfi – vogliamo che l’alternanza scuola-lavoro e gli stage vadano aboliti a favore dell’istruzione integrata che metta in critica il sistema produttivo attuale per costruire dai luoghi della formazione un modello diverso di società”.

Due studenti morti non sono bastati?

“Evidentemente non sono bastate le morti di due ragazzi in stage durante questo inverno – ha detto Bianca Chiesa, dell’esecutivo nazionale dell’Uds, “nonostante le oceaniche mobilitazioni studentesche che si sono susseguite, chiedendo una riforma strutturale del rapporto tra scuola e lavoro, il Ministro Bianchi continua ad ignorare le richieste degli studenti”.

Gli studenti annunciano ulteriori proteste in vista del termine dell’anno scolastico. Luca Redolfi, a nome dell’Uds, dice: “Non staremo a guardare, il lutto non ci basta: seguiranno scioperi e mobilitazioni studentesche in tutto il paese”.

Le contestazioni a quella che fino a poco tempo fa si chiamava “alternanza scuola-lavoro” deriverebbero anche dal fatto che di modifiche al sistema che sovraintende le esperienze nel mondo del lavoro degli iscritti al triennio finale delle superiori, ad oggi non vi è traccia.

La difesa del ministro Patrizio Bianchi

In più di un’occasione, anzi, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, tra i maggiori fautori delle scuole professionali e tecniche e dell’elevazione delle competenze tecnologiche tra i giovani in formazione, ha difeso a spada tratta l’assetto e l’utilità dei Pcto introdotti con questa nuova formula abbastanza di recente, nel 2019, durante la breve gestione a capo del Ministero da parte dell’allora “grillino” Lorenzo Fioramonti.

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