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Vaccino AstraZeneca, stop a docenti e Ata. Rusconi (Anp Lazio): siamo sconcertati, mancava poco [INTERVISTA]

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Nella scuola c’è scetticismo per la decisione del governo di sospendere la somministrazione al personale della scuola del vaccino AstraZeneca: con l’ordinanza n. 6/2021 firmata dal generale Francesco Figliuolo si è imposta la precedenza di anziani e cittadini “fragili. Una decisione che arriva nello stesso periodo in cui le scuole vengono riaperte alle attività in presenza. La Tecnica della Scuola ne ha parlato con Mario Rusconi, presidente Anp Lazio e Roma.

Rusconi, cosa pensa della sospensione del vaccino AstraZeneca per docenti e Ata?

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Siamo un po’ sconcertati, perché mancava una piccola parte del personale da vaccinare: non più di 200 – 300 mila lavoratori. Ancora pochissimi giorni e si poteva completare tutto. Invece una parte di loro si ritroverà in classe senza copertura.

Ma non pensa che sia più importante proteggere le persone con oltre 80 anni e portatori di patologie?

Certamente, ma rimane auspicabile che tutti gli insegnanti e Ata debbano essere vaccinati nel più breve tempo possibile.

Per quale motivo?

Perché per loro i rischi di contagiarsi di Covid rimangono alti.

Più altri di altre professioni?

Sì. Un insegnante si ritrova a lavorare ad una distanza ravvicinata con gli alunni ed in ambienti non certo aperti: i rischi che corre non sono nemmeno paragonabili ad un docente universitario o ad un avvocato.

Cosa accadrà ora?

Accadrà che passeranno alcune settimane prima di riprendere le vaccinazioni al personale scolastico. A quanto ci risulta, però, ci sono delle Regioni dove la situazione è più fluida: nel Lazio, ad esempio, si è andati spediti e lo stop per completare la campagna vaccinale su docenti e Ata potrebbe essere ridotto a pochi giorni.

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