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Violenza a scuola, per i sindacati bisogna restituire prestigio ai docenti per prevenire i reati

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Prima di Natale, la Tecnica della Scuola ha realizzato un approfondimento chiedendo ai principali sindacali del mondo della scuola la propria opinione sull’attualità scolastica.

Anche il 2018 si è contraddistinto per il numero elevato di episodi di violenza che ha visto il personale scolastico, specie gli insegnanti ed i dirigenti scolastici, vittima di studenti o genitori bulli. Questa testata ha più volte non solo riportato tali fatti di cronaca negativi, ma anche denunciato la situazione di grave pericolo a cui sono sottoposti i lavoratori della scuola.
Si è detto più volte che il docente è un pubblico ufficiale, e che quindi un’aggressione nei confronti di un insegnante deve essere punito secondo la norma che regole le aggressioni a pubblici ufficiali.

Le posizioni dei sindacati

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In una lettera pubblicata da questa testata si è (ri)proposta l’idea di istituire un reato ad hoc specifico per la violenza contro i docenti. Ecco cosa hanno riposto i sindacati della scuola a tal proposito

Per Francesco Sinopoli, segretario Flc Cgil, sono “sufficienti le norme esistenti. Gli episodi di violenza sono epifenomeni di una cultura: la cultura dell’iposocializzazione, dell’insufficienza di una certa genitorialità, della carenza di una politica che, non investendo nella scuola, lancia messaggi svalorizzanti e negativi sulla scuola e sui suoi professionisti”.

Anche per la Lena Gissi, della Cisl Scuola, “più che rubricare nuovi reati, si sanzionino in tempi giusti quelli commessi e soprattutto si cerchi di prevenire il loro verificarsi, con una presa di coscienza e di responsabilità dell’intera comunità di cui la scuola è parte”.

Per Gissi, inoltre, la “scuola troppo spesso è lasciata sola: il concetto di comunità educante che abbiamo introdotto nel CCNL non riguarda solo le relazioni all’interno della scuola, tra le figure professionali, ma anche e soprattutto quelle con alunni, famiglie, istituzioni, società”.

Pino Turi, segretario della Uil Scuola, insiste su due punti: “i docenti sono già dei pubblici ufficiali ed in quanto tali, suscettibili di una particolare tutela giurisdizionale”.
Inoltre, per Turi “l’unica maniera per eliminare, o almeno attenuare i fenomeni di violenza, è quella di prevenirli restituendo ai docenti quel prestigio ed autorevolezza che gli viene negata, anche attraverso incrementi retributivi adeguati”.

Pensiero condiviso anche da Rino Di Meglio, coordinatore Gilda degli insegnanti, che non ravvede “la necessità di istituire un reato specifico per punire le aggressioni ai danni dei docenti. Ciò che serve, piuttosto, è recuperare il prestigio degli insegnanti e dell’istituzione scolastica, elaborare opportune forme di prevenzione e, quando occorre, anche di repressione”.

Infine lo Snals, che punta l’attenzione sul rispetto condiviso dei ruoli: “Sarebbe opportuno rendere efficace il sistema scuola basato su interdipendenza e sinergia tra gli stakeholders che ne fanno parte, dichiara il segretario Elvira Serafini, avere una condivisione unitaria degli obiettivi da conseguire (la crescita ed il miglioramento della persona studente) e rispettare i ruoli di tutti sulla base di una educazione permanente intesa come l’attività, influenzata dalle varie culture, volta allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e facoltà mentali, sociali e comportamentali in un individuo”.