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PA, blocco del turn over ma non per la scuola. Salvini: sarà esentata. Impossibile fare diversamente

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Continua la politica delle mancate assunzioni nella pubblica amministrazione. Anche quando subentrano i pensionamenti e i vuoti di organico diventano ampi. La disposizione è stata confermata nel corso del Consiglio dei ministri tenuto il 21 dicembre. Il blocco, sino al mese di novembre del prossimo anno, riguarda anche l’Università. Ma non la Scuola.

“Esentati interi comparti della Pa”

Al termine della riunione tenuta in Cdm, infatti, il vice premier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha tenuto a precisare che non tutti i comparti pubblici saranno interessati dalle mancate assunzioni del personale: “Per il blocco del turn over sono esentati interi comparti della Pa: scuola, pubblica sicurezza, Sanità”, ha detto il leader leghista.

I numeri della scuola

Del resto, i numeri nella scuola sono ben diversi dagli altri comparti: basta dire che quest’anno solo tra gli insegnanti sono stati sottoscritti oltre 150.000 contratti a termine, di cui un terzo sul sostegno. Poi ci sono quelli del personale Ata precario.

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Un numero altissimo, che se incrementato con i circa 25-30 mila sicuri prossimi pensionamenti, tra “fisiologici” e volontari, potrebbe portare il sistema scolastico ad un livello di precarietà davvero eccessivo.

Deroga opportuna

E poi, all’orizzonte, probabilmente nell’estate del 2020, arriverà l’“onda lunga” di quota 100: solo per la scuola si calcolano quasi 100 mila adesioni.

Pensare di bloccare il turn over in queste condizioni, sarebbe un errore gravissimo: bene ha fatto il Governo ad introdurre la deroga per alcuni comparti pubblici, tra cui proprio la scuola.

Perché coprire almeno i posti dei pensionamenti appare davvero il minimo.