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12 mila ex Lsu assunti come collaboratori scolastici, Azzolina: in ruolo dal 1° marzo, alcuni part time

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Trova conferma nelle parole della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, pronunciate durante il question time del 5 febbraio alla Camera del deputato Alessandro Fusacchia, la fine dell’esternalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole: come previsto dalla Legge di Bilancio, circa 12 mila dipendenti ex lavoratori socialmente utili, attualmente in carico presso le imprese di pulizie private, dal 1° marzo verranno assunti nello Stato come collaboratori scolastici.

Presentate 12.977 domande

Le rassicurazioni della ministra dell’Istruzione sono importanti, poiché nell’ultimo mese, e anche sino alla fine di febbraio, si sono creati non pochi disservizi nelle scuole proprio per il mancato rinnovo del contratto degli ex Lsu.

La titolare del Miur ha detto che sono 12.977 le domande arrivate per svolgere i servizi di pulizia nelle scuole che devono essere collaboratori scolastici, e che saranno assunti il 1° marzo.

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“Gli Uffici Scolastici Regionali, grazie anche alla collaborazione del Ministero della Giustizia e dell’Inps, stanno effettuando l’accertamento dei requisiti ed entro questo mese verranno pubblicate le graduatorie provinciali definitive. Ciò consentirà l’assunzione dei collaboratori scolastici entro la data prevista dalla legge, ossia il primo marzo 2020”, ha garantito la ministra.

I contratti part time trasformabili subito

“Il ministero dell’Istruzione – ha sottolineato Azzolina – ha posto in essere tutte le iniziative per favorire l’assorbimento più ampio possibile della platea dei lavoratori interessata mirando alla salvaguardia dei livelli occupazionali e reddituali e a garantire il funzionamento delle scuole”.

I requisiti di accesso sono stati ufficializzati per decreto: in questo modo, ha detto la ministra ‘grillina’, “si è cercato di ampliare al massimo sia i requisiti di partecipazione, sia le risorse utilizzabili, avvalendosi della possibilità di effettuare anche assunzioni a tempo parziale. Queste finalità sono state rafforzate dalle previsioni contenute nella recente legge di conversione del decreto legge n. 126 del 2019”, ovvero la Legge di Stabilità 2020.

“Per effetto di queste previsioni infatti è consentito a coloro che saranno destinatari di assunzioni a tempo parziale di ottenere, da subito, una trasformazione a tempo pieno del rapporto di lavoro mediante una mobilità a livello nazionale che si attiva su base volontaria”.

Il ‘Sindacato Generale di Base’ non gradisce

La decisione di assumere alcune migliaia di ex Lsu con il part time, tuttavia, non è gradita da alcuni sindacati: il ‘Sindacato Generale di Base’ parla di “addirittura oltre la metà dei posti previsti” assegnati con “contratti per sole 18 ore settimanali e stipendi tagliati a metà, praticamente sotto i livelli di sussistenza. In alcune province i posti, tutti part time, sono persino insufficienti a coprire anche solo le domande pervenute”.

L’Sgb sostiene che c’è “bisogno dell’intervento immediato del Governo. Ma soprattutto c’è bisogno della spinta, della partecipazione diretta e della mobilitazione di tutti i Lavoratori, per difendere e reclamare il diritto al lavoro, ad un trattamento economico pieno e dignitoso.

Dopo lo sciopero del 6 dicembre ed aver portato a casa il bando, è ancora sciopero il 14 febbraio, proclamato anche per tutti Lavoratori della scuola”. Il 17 marzo è stato indetto invece lo sciopero dei sindacati maggiori.