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2015, invece della caccia alle streghe, rivediamo totalmente l’organizzazione della scuola per renderla capace ci futuro

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È oggi il primo giorno di scuola del 2015. Dopo che la consultazione per la cosiddetta “buona scuola” ha bocciato la valutazione dei docenti e la collegata differenziazione salariale, riconoscendo che la scuola è un luogo in cui si costruiscono i saperi in una dinamica relazionale solidale, Renzi ha deciso di lanciare la guerra contro il pubblico impiego. La caccia alla polizia municipale a Roma, ai dipendenti della nettezza urbana a Napoli e ai conducenti dei mezzi pubblici a Bari, è il segno dell’inizio di una nuova caccia alle streghe. Avere un parente malato, donare il sangue, essere in ferie sembra non siano più diritti. È evidente che Renzi vuole colpire indiscriminatamente il pubblico impiego, per avere una scusa con cui tenere in servizio i dipendenti con meno anzianità, che costano meno, e liberarsi degli altri senza dover pagar loro la pensione, anche nella scuola. Altro che mega-assunzioni settembrine! Il SISA ribadisce la propria condanna a ogni atteggiamento lesivo delle leggi da parte dei dipendenti pubblici, per altro già sanzionabile nei modi più severi, per quanto Renzi finga di non conoscere i contratti di lavoro e tali leggi relative al pubblico impiego, tuttavia come sindacato ricordiamo che un dipendente pubblico assenteista, per quanto criticabile, è un contribuente in tasse molto più virtuoso di tanti evasori fiscali parziali e totali. Occorrerebbe quindi, prima di additare i pubblici dipendenti quale male sociale, riconoscere davvero chi sono coloro che danneggiano la Repubblica Italiana. Sarà necessario organizzare presto scioperi e manifestazioni, il più possibile unitari, perché la dignità di chi lavora è un patrimonio di tutti i cittadini.
Nel frattempo ci auguriamo che venga messo un freno, se non un termine, ai compiti a casa per gli studenti. L’UNESCO ha riconosciuto all’Italia, tanto per iniziare male il 2015, il pessimo primato mondiale della nazione in cui la differenza tra studenti abbienti, seguiti a casa, e studenti non abbienti, non seguiti dai genitori, è la più rilevante del mondo. Da anni il SISA chiede che la scuola costruisca e non trasmetta i saperi e che quindi il lavoro a casa sia impostato in termini di consolidamento, ricerca, creatività. Invece oggi purtroppo a casa viene delegata una parte dell’apprendimento e tutta una serie di esercizi che strutturano l’apprendimento stesso, da ciò deriva la conseguenza che i compiti a casa sono uno dei fondamenti della diseguaglianza della scuola italiana. Una diversa organizzazione della scuola porterebbe anche all’azzeramento delle bocciature, 180mila l’anno, di cui 100mila nei primi anni delle superiori. Il SISA è favorevolissimo all’abolizione del sistema decimale di valutazione, alla sua totale revisione verso una certificazione delle competenze e alla creazione di percorsi “passerella” tra un ambito di studi e un altro, laddove si riconoscano degli errori nella scelta degli indirizzi scolastici intrapresi. L’abolizione delle bocciature, che ci vede ugualmente favorevoli, sarebbe un altro fondamentale tassello per costruire una scuola partecipata, in cui, come diceva don Milani, ci si innamori delle cose belle che si imparano e non dei voti che si prendono. Sempre don Milani d’altronde ci ha insegnato che l’insegnante che boccia, boccia se stesso. Solo così si può costruire una scuola capace di futuro, magari più attenta all’ambiente. Le Nazioni Unite comunicano per il 2014 una moria di api che rischia in tempi brevi di dimezzare le colture agricole sulla terra. È un collasso e uno sconquasso ecologico di cui noi, quando nel 2007 abbiamo deciso di mettere la parola “ambiente” nel nostro nome, guardati con stupore da molte parti, eravamo già consapevoli. Fortificare l’educazione ambientale ed eco-sostenibile è il solo modo per garantire un domani alle nuove generazioni, quelle dei nostri studenti. Il SISA organizzerà un convegno internazionale a Parigi nel prossimo dicembre, in contemporanea con la conferenza mondiale sul clima. Sarà quella anche un’occasione per scendere in piazza e manifestare, come già faremo questa domenica 11 gennaio a Berlino per ricordare Rosa Luxembug e il 25 gennaio a Milano, contro la dittatura militare in Egitto. Proprio il 25 gennaio i greci andranno al voto per chiedere un’Europa dei popoli e non delle banche e dei poteri forti e speculativi. Il 20 e 21 dicembre ad Atene abbiamo avuto un importante incontro coi rappresentanti locali del SISA che sostengono questo poderoso e importante cambiamento, capace di aprire nuovi scenari in tutto il continente.
Insomma il SISA come sempre c’è e lotta, chi ci conosce e stima, chi aderisce al nostro sindacato e partecipa alle nostre battaglie, sa che anche nel 2015 agiremo per un mondo eguale e solidale.

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