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Perché non dedicare una scuola o un luogo pubblico a Louis Braille?

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Dedicare una scuola a Louis Braille. La richiesta viene da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) al sindaco di Bari Antonio Decaro, che è anche presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), ricevendo un suo impegno formale perché ciò avvenga nel capoluogo pugliese.

Il primo cittadino barese ha anche aggiunto: “Se mi inviate una lettera ufficiale, da Presidente dell’ANCI, mi impegno ad inoltrarla agli ottomila Sindaci di tutta Italia affinché l’impegno sia condiviso”.

 

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Il tutto è avvenuto durante uno dei principali eventi promossi lo scorso 21 febbraio, in occasione della Decima Giornata Nazionale del Braille, significativamente organizzato dall’UICI pugliese in una scuola statale di Bari molto impegnata sul fronte dell’inclusione scolastica, quale l’Istituto Comprensivo Massari-Galilei.

Oggi toccare le lettere è possibile grazie all’alfabeto Braille – ha sottolineato, nel corso del suo intervento, il Presidente Mario Barbuto -, una straordinaria invenzione per i non vedenti. È grazie al Braille che i ciechi sono in grado di scrivere, di leggere, di comunicare per iscritto tra di loro e con gli altri e di integrarsi nella società.”

“Ecco perché – ha concluso Mario Barbuto -, a due secoli dalla sua nascita, esso mantiene intatta la propria versatilità e universalità, risultando più che mai attuale.”

 

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