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Asili nido, la crisi allunga le liste di attesa

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Per vincere la disoccupazione occorre mettere le famiglie nelle condizioni di avere flessibilità lavorativa. Una variabile che è impossibile assicurare quando si è soli, si hanno bimbi con meno di tre anni ed il nido pubblico non è in grado di accoglierli. Nemmeno mezza giornata. Quel che preoccupa è che con il passare del tempo questa situazione si sta amplificando. Anziché ridursi, come l’Ue ha indicato ai Paesi membri attraverso l’ormai lontano accordo di Lisbona.
Il 24 ottobre sono arrivate conferme in questo senso dall’Emilia Romagna. In particolare da Galliera, paese terremotato del Bolognese: l’Ansa riferisce che “se attorno al 2010 una ventina di bebè, in modo stabile, non avevano un posto, ora a fronte di 60 posti disponibili si sono iscritti solo 30. Su 5.600 abitanti, stima il sindaco, ci sono almeno 800 disoccupati. Molte mamme che, non lavorando, tengono i figli a casa”.
Intanto,la ricostruzione è avviata, ma “il territorio sta soffrendo una fortissima disoccupazione, ho sempre la fila fuori dalla porta”, racconta il sindaco Teresa Anna Vergnana. Ma la vera beffa è arrivata a fine luglio, quando nel paese furono vinti 14 milioni al Superenalotto. I vincitori, gente del posto, attraverso un comunicato Sisal, annunciarono che avrebbero donato un milione per ricostruire una scuola. Arrivarono giornalisti e la notizia fece il giro di tutta Italia. “Non si è mai fatto vivo nessuno”, dice oggi sorridendo il primo cittadino. Non nascondendo però anche la sua amarezza.