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Assemblea nazionale UilScuola: una buona scuola è una chance per l’Italia e per l’Europa

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Dopo l’intervento del segretario Massimo Di Menna, nella prima giornata dei lavori, prosegue l’Assemblea nazionale della Uil Scuola a Fiuggi.
Si può affrontare la sfida della modernizzazione e dell’Europa con una legge ferma al 1974?
Dal 1974 ala 2012 quanti governi ci sono stati, quante maggioranze parlamentari si sono alternate e non si è stati capaci di fare una legge di riforma di una legge di governance della scuola.
La domanda da porsi è si possono portare dei correttivi alla legge sugli organi collegiali della scuola?
Ad esempio introducendo la rappresentanza del personale Ata che manca e che andrebbe prevista?
E’ questo uno dei punti affrontati dal segretario generale della Uil Scuola nel corso della tavola rotonda organizzata nell’ambito dell’Assemblea nazionale Uil scuola a Fiuggi a cui hanno preso parte il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, la presidente della VII Commissione della Camera, Manuela Ghizzoni e la responsabile della Commissione lavoro e istruzione della Conferenza delle Regioni, Stella Targetti.
La riforma della scuola secondaria è un fatto recente – ha detto ancora Di Menna – siamo d’accordo che si debba sviluppare l’istruzione tecnica e in questo le regioni hanno un ruolo fondamentale. Ma ripartiamo da qui, non immaginiamo di fare altre leggi. Facciamo funzionare questa, che ricordiamo giunge, a distanza di decenni dalla legge Gentile. Da allora, al 2010 quando è stata fatta, quanti Governi si sono susseguiti?
La sfida della modernità per noi è una impresa difficile, il sindacato prende un impegno importante. Ma serve un’assunzione di responsabilità, serve una decisione della politica.
In questi mesi che mancano alle elezioni si possono porre le basi per una agenda sulla scuola che punti alla modernizzazione del nostro sistema di istruzione. La Uil Scuola invita le forze politiche che si stanno organizzando per la prossimo tornata elettorale, a mettere con chiarezza tra le priorità programmatiche lo spostamento di risorse pubbliche da settori improduttivi e di spreco a favore dell’istruzione per ridurre il gap che ci separa dall’Europa.