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Assenze docenti, cosa fare quando sono improvvise e la situazione è emergenziale

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Molto spesso capita che qualche minuto prima dell’inizio delle lezioni la scuola si trova ad affrontare la problematica delle assenze improvvise dei docenti e le situazioni di palese emergenza.

Cosa deve fare il DS in situazioni emergenziali

Accorpare le classi per fare fronte all’impossibilità di potere vigilare gli studenti, soprattutto se si tratta di scolaresche della primaria o dell’infanzia, deve essere sempre un’estrema ratio e non certamente la prassi.

Per prima cosa il dirigente scolastico verifica seduta stante se sono disponibili docenti di “potenziamento” che, ai sensi del comma 83 della legge 107/2015, possono essere utilizzati in particolari situazioni a tamponare emergenze e fare supplenze fino ad un massimo di 10 giorni.

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È bene ricordare che i docenti di potenziamento sono stati assegnati in tutti gli ordini e gradi di istruzione, per cui ogni struttura scolastica è dotata di questi docenti che non hanno assegnate delle classi e svolgono progetti, compresenze o in altri casi si occupano dell’organizzazione del lavoro.

Il dirigente scolastico potrebbe utilizzare il docente di sostegno che non ha, in quella giornata o in quelle ore, l’alunno disabile da accudire, oppure potrebbe chiedere l’intervento dei docenti che sono liberi e possono aiutare in una situazione di emergenza.

In caso non vi sia la disponibilità di alcun docente a fare supplenza alla classe “scoperta”, il ds potrebbe allora chiedere di accorpare due classi nell’aula magna della scuola (sempre che via sia, visto che non poche sedi distaccate spesso ne sono sprovviste), al fine di svolgervi un’attività didattica con un docente, in un’ambiente che garantisce la piena sicurezza degli studenti.

Se poi ogni situazione su descritta è inattuabile, allora il capo d’istituto deve immediatamente(soprattutto se si tratta di scuole del primo ciclo) convocare un supplente dalle graduatorie di Istituto o, in caso di loro esaurimento, dalle MAD. E nel frattempo si deve preoccupare di tamponare nel modo più efficace possibile la situazione, tenendo conto di rispettare sempre al massimo le norme sulla sicurezza.

A tal proposito, bisognerebbe evitare di mandare i bambini e i ragazzi in giro con sedie e banchi in altre aule; è consigliabile attrezzare, con l’ausilio dei collaboratori scolastici, le aule di banchi e sedie per ospitare gruppetti di alunni in altre classi. Tutto questo, sempre in attesa dell’arrivo del supplente che nel frattempo è stato individuato.

Se l’assenza del docente è programmata

Cosa diversa, però, è se l’assenza del docente è programmata: in tal caso, il dirigente deve organizzare le sostituzioni in modo da non infrangere le norme sulla sicurezza e il diritto allo studio degli studenti. Il caso che abbiamo trattato di un Istituto Comprensivo della Calabria è emblematico su come si possa risolvere con poca efficacia il problema dell’assenza di qualche docente alla vigilia di un lungo “ponte”.

Nella circostanza, l’autorizzazione indirizzata ai responsabili di plesso, resa pubblica in una circolare di un ds calabrese, di accorpare le classi per le assenze di alcuni docenti nei giorni prima e dopo il ponte di Ognissanti, è un modo di procedere discutibile.

Il dirigente aveva tutto il tempo per trovare le sostituzioni e coprire i docenti assenti oppure avrebbe dovuto attivarsi per nominare un docente supplente. In questo caso, la situazione non è scusata da una gravità emergenziale, perchè si è preferito utilizzare l’accorpamento delle classi come prassi e non come estrema ratio.

Nella scuola secondaria è più facile trovare soluzioni

Negli istituti superiori, le situazioni sono diverse. Nei patti di corresponsabilità delle scuole secondarie di I e II grado, infatti, i genitori vengono avvisati delle entrate posticipate e delle uscite anticipate dei propri figli e vengono incontro alle esigenze della scuola quando si assentano i docenti.

A volte vengono modificati gli orari scolastici della giornata e avvistate le famiglie dell’uscita anticipata: in questi casi, ovviamente, i genitori degli studenti firmano una liberatoria per acconsentire alle uscite anticipate.