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Basta discriminazioni su bambini e adolescenti, si susseguono gli interventi dei Garanti dei minori

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Una situazione grave quella degli adolescenti non vaccinati esclusi anche dallo sport perché privi di super green pass. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli interventi dei Garanti dei minori di diverse Regioni.

Per primo è stato il Garante della Provincia autonoma di Trento a denunciare l’“enorme ed ingiusta discriminazione” subita dai bambini e le “assurde e dannose vessazioni” imposte agli adolescenti. Adesso anche in Toscana e Liguria i rispettivi Garanti dei minori sono intervenuti con due forti appelli al governo e alle istituzioni, per porre rimedio rapidamente a ogni forma di discriminazione anche indiretta sia nello sport sia a scuola. Ne danno notizia il quotidiano La Verità e diversi siti locali.

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Il decreto legge n.228, entrato in vigore il 31 dicembre, rende obbligatorio il green pass rafforzato e taglia fuori chiunque non sia in regola col ciclo vaccinale completo da ogni attività e perfino da qualsiasi mezzo di trasporto pubblico. La situazione colpisce pesantemente in particolare gli adolescenti dai 12 anni in su, che già hanno sofferto due anni di pandemia e restrizioni proprio nel periodo più critico dello sviluppo.

Attualmente i due decreti n.228 del 30/12/ 2021 e in.1 del 7/1/2022, sono all’esame del parlamento per la conversione in legge, e quindi potrebbero esserci degli opportuni emendamenti, sempre che il governo non ponga la fiducia come già fatto in precedenza (il governo Draghi tiene il record delle ultime tre legislature con 35 voti di fiducia alla fine del 2021).

L’intervento del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Toscana

È necessario che le autorità competenti, scrive la Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Toscana, Camilla Bianchi, “prevedano disposizioni normative che, efficacemente mediate e calibrate, siano in grado di ridurre in modo significativo le gravi criticità che le persone di minore età stanno attraversando”.

La dottoressa stigmatizza gli effetti di due recenti norme, il decreto legge 228/2021 che vieta le attività sportive, culturali e ricreative a ragazzi sprovvisti di super green pass per motivi di varia natura, e il decreto 5/2022 che disciplina la gestione dei casi di positività a scuola introducendo “misure differenziate” a seconda dello stato vaccinale degli alunni.

È necessario, scrive, “garantire equamente, e non in modo differenziato” i diritti fondamentali chiaramente indicati e tutelati nella Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo, in cui si dispone espressamente che in tutte le decisioni relative ai fanciulli, “l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente”. Da ricordare anche la “netta posizione assunta da Amnesty International, con cui si esorta il Governo Italiano a non utilizzare il green pass a scopi discriminatori”.

Le misure da assumere a tutela prioritaria della salute pubblica, ancorché necessarie, stanno gravando in particolar modo su bambine e bambini, ragazze e ragazzi che vivono in questo momento una condizione di maggiore fragilità che non può essere sottovalutata né posposta ai bisogni ed agli interessi degli altri cittadini di questo Paese”. “Esiste anche il diritto allo sport e all’educazione. La condizione vaccinale delle persone di minore età non può essere un discrimine al godimento di diritti costituzionali ampiamente sanciti e riconosciuti. Peraltro non esiste obbligo di immunizzazione per questa fascia di età ed essendo minori non hanno neanche facoltà di scelta” argomenta la Garante, che ha ricevuto centinaia di richieste di aiuto di genitori.

Sulle limitazioni a sport e didattica in presenza in particolare la dottoressa Bianchi ritiene “ingiustificato ed ingiustificabile non aver considerato quanto lo sport sia fondamentale nella crescita dei giovani e nella formazione dei futuri cittadini italiani e non si sia di conseguenza ritenuto doveroso mettere in atto ogni sforzo perché nessun ragazzo che pratica attività sportiva debba essere fermato, piuttosto che incoraggiato e sostenuto ad andare avanti”.

L’intervento del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Liguria.

Anche il Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria, Francesco Lalla, che già aveva rivolto un invito alle istituzioni per evitare discriminazioni nelle scuole e sui mezzi di trasporto pubblico, interviene nuovamente per evidenziare il rischio di disparità di trattamento nei confronti dei bambini senza certificato verde rafforzato anche per altre attività, fra cui in particolare lo sport.

Occorre dare voce al sentimento di grave disagio personale e sociale espresso da molti ragazzi e dalle loro famiglie di fronte alle recenti disposizioni in materia di Green pass rafforzato che di fatto – scrive – vietano ai ragazzi sopra gli 11 anni di accedere alle attività sportive, culturali, ricreative, artistiche, sia all’aperto sia al chiuso, di andare a teatro, al museo, o più semplicemente, di mangiare una pizza anche con i loro coetanei, se non sono vaccinati contro il Covid”. “Siamo consapevoli dell’importanza di misure idonee alla tutela della salute della collettività per contrastare il coronavirus, ma occorre riflettere sulla necessità di garantire anche il benessere psico-fisico dei bambini e dei ragazzi, già duramente provati in questi due anni di pandemia dalle limitazioni in ambito scolastico e sociale, dall’incertezza e confusione tra lezioni in presenza e in dad, fra classi in quarantena e vaccinazioni”.

Le attività sportive, culturali, ricreative e il gioco –continua il Garante- rappresentano un momento fondamentale di socializzazione, di crescita e di sviluppo della personalità dei bambini e adolescenti, sono una cura sana anche contro il disagio minorile, come peraltro dichiarato dalle stesse istituzioni, ed è quanto mai necessario e sensato in questa fase epidemica ponderare le restrizioni in base al rapporto rischi/benefici, aprirsi a nuove idee e iniziative degli attori istituzionali ed educativi, senza creare fenomeni discriminatori in base alla condizione vaccinale e lesivi dei diritti dei minori”.

Francesco Lalla si rivolge a tutte le istituzioni, ma un appello specifico è diretto alla sottosegretaria di Stato con delega allo Sport, Valentina Vezzali, considerato che il diritto dei giovani allo sport è nel segno dell’inclusione, non di esclusione e di disparità: “Chiediamo, dunque, un intervento della sottosegretaria, che di sport veramente se ne intende, affinché prenda in considerazione questa situazione di disagio e solleciti le istituzioni ad adottare diverse e più equilibrate misure organizzative per la gestione e il contenimento dell’emergenza sanitaria nello sport e nelle attività ricreative in particolare rivolte ai minori”.