Home Personale Bluff sui docenti di sostegno, il MEF si mette di traverso sulle...

Bluff sui docenti di sostegno, il MEF si mette di traverso sulle assunzioni stabilite per legge

CONDIVIDI
Il caso denunciato dall’on. Luigi Gallo (M5S): a seguito della riforma delle pensioni e del turn over rallentato, Ministero dell’Economia e Ragioneria dello Stato stoppano le 4.447 immissioni in ruolo dell’anno in corso e “disconoscono i 26.684 docenti di sostegno previsti” dal comma 3 dell’art. 15 della Legge 128/13.
Pacifico (Anief-Confedir): sarebbe una vera beffa, perché il contingente era stato già dimezzato rispetto al reale fabbisogno. Evidentemente viene reputata troppo alta la spesa di 4 miliardi di euro l’anno per garantire la didattica ad oltre 220mila alunni, le cui Asl chiedono il docente specializzato. Ma che scuola è quella dove le logiche di risparmio prevalgono pure sui disabili, che così ogni anno continueranno a cambiare insegnante? Dopo gli scatti automatici, le indennità al personale Ata e ai dirigenti scolastici, anche le immissioni in ruolo dei docenti di sostegno rischiano di trasformarsi in una telenovela. Sempre per volere dello stesso “protagonista”: il ministero dell’Economia. La decisione del Governo di assumere 26.684 insegnanti di sostegno in un triennio – 4.447 nell’anno in corso, 13.342 nell’a.s. 2014/15 e 8.895 nel 2015/16 – si starebbe infatti infrangendo contro il volere del Mef. Vanificando, in tal modo, quanto stabilito dal decreto 104 ‘La Scuola riparte’, convertito nella Legge n. 128 dell’8 novembre 2013, con cui si è stabilito l’incremento dal 70% all’80% dell’organico di diritto di riferimento, il 2006/07. A denunciarlo è l’on. Luigi Gallo, del Movimento 5 Stelle, che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un intervento dal titolo “I numeri fasulli delle assunzioni nella scuola. Il Ministro dell’Economia non firma il decreto”.
Secondo quanto riferisce l’on. Gallo, riportato nelle ultime ore anche dalla stampa specializzata, il ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato “disconoscono i 26.684 docenti di sostegno previsti dal decreto”. A rischio sarebbe, nell’immediato, la prima tranche di assunzioni: i 4.447 di quest’anno. Ma anche le rimanenti 22mila del prossimo biennio. E una parte delle 69mila assunzioni di docenti di disciplina e delle 16mila immissioni in ruolo del personale Ata: la causa va trovata principalmente nella riforma delle pensioni, che ha ridotto il turn over. Lasciando in servizio sempre più docenti italiani con i capelli bianchi, già oggi tra i più vecchi al mondo. E della “spending review che in definitiva – scrive l’on. Gallo – allungano i tempi per il pensionamento per chi lavora nella scuola (come nel caso Quota 96)”.
Se dovesse verificarsi quanto denuncia oggi il deputato del M5S, che sul pericolo delle mancate assunzioni ha “preparato un atto ispettivo per avere chiarezza prima che sia troppo tardi”, il mondo della scuola si ritroverebbe davanti all’ennesima beffa: anziché dare seguito al potenziamento del corpo insegnante specializzato nel sostegno, poiché negli ultimi 10 anni il numero di alunni disabili è raddoppiato, passando da 110mila a 222 mila unità, si persevera nel mantenere in vita la politica dei calcoli ragionieristici a vantaggio dello Stato. A discapito dei cittadini più deboli.
In realtà, la direttiva 1999/70/CE può giustificare le supplenze sul sostegno soltanto se i posti non sono vacanti e disponibili, ma se deve essere rispettato il rapporto medio di 1 a 2 tra insegnanti ed alunni è evidente che il fabbisogno naturale dei docenti di sostegno deve essere almeno di 100mila unità in organico di diritto. Ogni diversa soluzione alimenterebbe il contenzioso delle famiglie per l’assegnazione del docente di sostegno e degli insegnanti per la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato e l’assegnazione della domanda risarcitoria. Ma come indicato dal ‘Fatto Quotidiano’, i rappresentanti del Governo ritengono evidentemente troppo alta la spesa di 4 miliardi di euro l’anno per garantire la didattica ad oltre 220mila alunni: eppure, si tratta di “una spesa comunque necessaria, visto che una sentenza della Corte Costituzionale del 2010 vieta ogni tipo di deroga all’assegnazione di personale qualificato nei casi di alunni con gravi disabilità”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, “anziché calpestare il diritto allo studio dei disabili con dei meri calcoli di ragioneria statale, il Governo dovrebbe rompere gli indugi e collocare tutti i 110mila posti di sostegno nell’organico di diritto. Varando, parallelamente, 50mila assunzioni su posti vacanti e un piano di inserimento degli alunni disabili nel mondo del lavoro al termine del percorso formativo. E procedere, naturalmente, alle oltre 26mila assunzioni programmate”.
“Non bastava – continua Pacifico – la programmazione delle assunzioni dimezzata. A cui si è aggiunta la pessima distribuzione delle cattedre a livello regionale, con diverse regioni del Sud danneggiate. Ora il Mef si oppone anche a quelle stabilizzazioni che avrebbero rappresentato il minimo sindacale. Tutto ciò comporterà un servizio didattico contrassegnato da un’alta percentuale di docenti di sostegno che rimarranno precari. Costretti quasi sempre a cambiare scuola ogni anno, non garantendo quella continuità didattica necessaria all’apprendimento”.
“Ma noi – assicura il sindacalista Anief-Confedir – non ci arrendiamo: faremo ricorso contro la loro mancata stabilizzazione. E viene anche da chiedersi con quali prospettive professionali circa 6.400 docenti si accingono partecipare, in questi giorni, alle selezioni per accedere ai corsi di specializzazione sul sostegno: si chiedono loro anche 200 euro per il test di accesso e cifre fuori mercato per frequentare i corsi, che sfiorano i 4mila euro. Prima li usano come fossero dei ‘bancomat’, poi si condannano al precariato”.
Il sindacato, pertanto, ritiene che vi siano tutti i presupposti giuridici perché coloro che hanno svolto almeno tre anni di supplenza, su posti vacanti e disponibili, possano ricorrere in tribunale. Dove l’Anief agirà al massimo delle sue forze per far ottenere loro la stabilizzazione. Per richiedere le istruzioni per la stabilizzazione è sufficiente inviare una mail a [email protected] E sempre al tribunale si potranno rivolgere le tante famiglie con figli disabili, cui gli uffici scolastici territoriali hanno negato le ore di sostegno, sconfessando le indicazioni previste dalle strutture sanitarie e pedagogiche preposte. Per richiedere il patrocinio gratuito nei ricorsi per ottenere le ore di sostegno in deroga è possibile scrivere a [email protected]