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Come rivalutare il liceo classico

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In vista delle iscrizioni per l’anno scolastico 2019/2020 si vuole lanciare un forte appello alla rivalutazione del liceo classico e dell’importanza sempre attuale delle lingue classiche: il latino e il greco che non tramonteranno mai!

Gli studenti devono comprendere che la base di qualsiasi conoscenza scientifica, filosofica, storica, letteraria ha come substrato il latino e il greco e, quindi, i significati delle parole e delle espressioni che adoperiamo comunemente hanno tutte una radice classica, L’apprendimento delle lingue classiche aiuta molto a comprendere bene la lingua italiana e a saperla utilizzare correttamente.

La cultura classica non deve morire e nemmeno il Liceo classico contro l’imperante affermazione della tecnologia e la desertificazione culturale. Il sapere classico plasma e modella il pensiero umano, ne rappresenta l’archetipo sulla quale si è sviluppata la nostra storia, la nostra tradizione, il nostro sapere. Le lingue classiche non sono lingue morte, come si vuol far credere, ma sono lingue più che vive.

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Perché iscriversi al liceo classico? La risposta la trova nell’accezione più ampia di ciò che il Liceo classico è stato ed è per molte generazioni: la scuola dove si studia e si tramanda la nostra identità, la nostra storia, l’evoluzione della lingua, in una sola parola, la nostra cultura.

Su questa base si ritiene che le civiltà classiche continuino a far parte della nostra enciclopedia culturale e che si instauri un legame di memoria con il mondo classico attraverso un paradigma differente. In poche parole è necessario cambiare l’approccio all’insegnamento del latino e del greco che non deve essere pedantesco, ma dilettantesco, facendolo apparire non un retaggio di un passato ormai remoto, bensì dandogli quell’aura di freschezza e di contemporaneità.

Occorre leggere i classici contestualizzandoli e nel contempo attualizzandoli nella realtà presente, enucleando più che il vocabolo aulico da tradurre e interpretare, il senso culturale del termine classico desunto dal significato antropologico della stessa parola.

Lo studio delle lingue classiche deve essere visto in una sorta di “confronto tra culture” e di “mutamenti culturali” cui la nostra società va quotidianamente incontro. All’alunno, insomma, è più importante fornirgli gli strumenti per capire, leggere e interpretare il mondo classico più che porgergli una versione di Tacito, Cicerone, Seneca, Tito Livio, Tucidide, dove deve cimentarsi in una traduzione letterale delle parole e dei costrutti.

Alla traduzione dei classici nella lingua originale deve pensarci l’Università: il Liceo deve forgiare lo studente dandogli solo gli strumenti necessari per muoversi all’interno dell’universo classico.

Cosa fare? L’unica strada è quella di “modernizzare” o meglio “attualizzare” l’insegnamento delle discipline classiche attraverso un innesto di contemporaneità nella cultura dell’antico, ossia rendere attuale il messaggio che i poeti e i prosatori greci e latini volevano trasmettere all’uomo sul loro modo di scrivere, di pensare e di agire.

 

Mario Bocola

 

Preparazione concorso ordinario inglese