Home I lettori ci scrivono Concorso dirigenti scolastici, la Sardegna non fa parte dell’Italia?

Concorso dirigenti scolastici, la Sardegna non fa parte dell’Italia?

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Che la Sardegna sia una regione a statuto speciale è cosa ultranota, che la Sardegna affronti le proprie calamità naturali da sola con coraggio e dignità è forse meno noto, ma che la Sardegna venga considerata straniera all’intera nazione è davvero sconvolgente!

In data 17 ottobre, a poche ore dall’espletamento di una prova concorsuale, è diramato, nella città di Cagliari, e si badi bene nella città di Cagliari, dalle Autorità competenti l’ennesimo piano di prevenzione dal rischio idrogeologico (Ordinanza sindaco n. 62/2018 del 17/10/2018); a seguito del quale l’USR Sardegna, con celerità ed efficienza, rinvia la prova scritta del concorso dirigenti scolastici su tutto il territorio regionale.

Gli USR delle restanti regione italiane, opss…. il Miur non dà disposizioni di rinvio sul territorio nazionale, eppure nel bando del concorso (GU IV Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 90 del 24/11/2017), all’art. 8 – prova scritta – così si legge: “2. La prova scritta è unica su tutto il territorio nazionale e si svolge in una unica data in una o più regioni, scelte dal Ministero, nelle sedi individuate dagli USR”.

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Sottolineo l’abstract “SI SVOLGE IN UN’UNICA DATA”, ma questa è un’altra storia! Mi soffermerei, peraltro, su un altro aspetto.

Il decreto Miur m_pi.AOODPIT.REGISTRO DECRETI DIPARTIMENTALI R.0001134.24-07-2018 così norma:

  • all’art. 1: “Per i motivi esposti in premessa, sono ammessi a sostenere la prova scritta di cui all’articolo 8 del D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017, n. 8736 i candidati inclusi nell’allegato elenco nominativo, che costituisce parte integrante del presente decreto. Sono altresì ammessi a sostenere la prova scritta i candidati in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 20, comma 2 bis, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.;
  • all’art. 4: “La prova scritta è unica su tutto il territorio nazionale e si svolgerà in un’unica data in una o più regioni scelte dal Ministero”.

Ma soprattutto all’art. 5:

  • “Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni, per i soli vizi di legittimità, ovvero ricorso giurisdizionale al T.A.R. Lazio entro 60 giorni decorrenti dalla pubblicazione sul sito internet del Ministero”.

Ed è appunto l’art. 5 a destare perplessità. Il decreto di ammissione alla prova scritta è datato 24/7/2018, eppure i ricorsi sono ammissibili sino a 120 giorni dopo per vizi di illegittimità. La matematica, Dio mi aiuti! Sarà legittimo espletare la prova successiva prima della scadenza dei termini a ricorrere? Ma passi anche questo appiglio che potrebbe forse rientrare solo nella correttezza formale degli adempimenti ministeriali! Del resto qui si parla di scuola, di formazione e il Miur è il “docet” e il “dixit”.

Certo, lo scenario che potrebbe aprirsi domani è veramente variegato se solo pensassimo a coloro che:

  • presenteranno ricorso avverso legittimità preselettiva;
  • presenteranno ricorso in appello, poiché la sospensiva è stata concessa solo ad una parte dei ricorrenti:
  • presenteranno ricorso avverso la legittimità della prova scritta non svolta in unica data su tutto il territorio nazionale (se la Sardegna è Italia).

Ma forse che sarà valida solo la prova in Sardegna che si sosterrà certamente dopo la data del 24 ottobre, data di scadenza termine ricorsi?

Sono le ore 9.15 del 18 ottobre 2018 e da fonti sicure in alcune regioni la prova non ancora è stata consegnata.

Questo, però, è previsto dal bando che così recita all’art. 8 – prova scritta:

“I candidati si devono presentare nelle rispettive sedi d’esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità e del codice fiscale. La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, comunque giustificata e a qualsiasi causa dovuta, comporta l’esclusione dal concorso. Qualora, per cause di forza maggiore sopravvenute, non sia possibile l’espletamento della prova scritta nella giornata programmata, ne viene stabilito il rinvio con comunicazione, anche in forma orale, ai candidati presenti”.

Che dire? Il Ministro ha previsto tutto già nel bando! La prova può essere rinviata anche a mezzo verbale la mattina stessa! Tanto chi paga? Forza Miur, c’è ancora tempo per rispettare il bando, del resto pare che la stabilità abbia sì cambiato il bando del concorso, ma non certo questi articoli!

Intanto qualcuno aspetta con ansia il 20 novembre 2018.

 

Angela Barbara Carbone