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Concorso dirigenti tecnici, una sfida per la centralità della scuola

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Si ritorna a parlare con interesse dell’imminente concorso per 146 dirigenti tecnici previsti dalla legge 12 del 5 marzo 2020 e con il decreto milleproroghe, approvato questa settimana dal Parlamento, si è dato la possibilità di prorogare i termini per la conclusione dell’iter concorsuale, già precedentemente fissati al 31 dicembre 2020, entro la data del 31 dicembre 2021.

Centralità della scuola

È necessario, allora, ripensare il nuovo ruolo e la nuova funzione che possano essere svolti dal “corpo ispettivo” nell’ottica della ripartenza del post covid, secondo nuovi paradigmi traguardati alla qualità del servizio.

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Il nuovo Governo, infatti, ha inserito nel suo programma la “centralità della scuola” per scommettere su un futuro basato sulle competenze necessarie per affrontare le sfide globali del XXI secolo.

Anche la previsione di ampliare, con l’atto di indirizzo del Ministero per l’anno 2021, l’esiguo organico dei dirigenti tecnici composto solo da 191 unità, può essere funzionale alla creazione di una task force, qualificata, motivata per accompagnare la scuola in questo periodo di grandi riforme a livello mondiale, basti pensare al documento Agenda 2030, ed europeo con le novità introdotte dalla  Raccomandazione sulle competenze di cittadinanza del 22 maggio 2018 e con le sollecitazioni poste alla scuola italiana dal D.P.R. n. 80 del 2013 e dalla Legge 107 del 2015 per una scuola intesa come “laboratorio permanente di ricerca”.

Dirigenza tecnica e progettazione di “area vasta”

Queste sfide e l’obiettivo di far ripartire la scuola italiana del post covid per garantire alle studentesse e agli studenti performance di qualità necessitano di una dirigenza tecnica capace di sostenere i collegi docenti, la dirigenza scolastica ad elaborare strategie educative e progettuali di “area vasta”, facendo tesoro anche delle reti di ambito territoriali per gestire la complessità, previste dalla Legge 107 del 2015 ed erroneamente sacrificate da una politica miope e ricattata.

Un sistema autonomistico complesso, come quello della scuola italiana elaborato ai sensi dell’art. 21 della legge 59 del 1997, necessita di un continuo ed efficace processo di valutazione come previsto dal D.P.R. 80 del 2013 incardinata sui compiti assegnati al corpo ispettivo.

È opportuno, allora, avviare un’adeguata riflessione per scardinarne la funzione (ex ispettiva) incentrata sulle “patologie” e sulle disfunzioni del sistema, che possono essere assegnate alla dirigenza amministrativa, per meglio orientare e indirizzare la Dirigenza Tecnica verso l’implementazione delle riforme e la promozione della ricerca e delle innovazioni.

Dirigenza tecnica protagonista innovazione didattica

Anche l’ultimo atto di indirizzo sulla Dirigenza Tecnica, emanato in data 28 dicembre 2017, aveva assegnato al ruolo ispettivo la funzione di essere protagonista, sul piano culturale e tecnico-scientifico, dei processi di cambiamento presenti nella scuola e nella società italiana sostenendo la formazione in servizio dei Dirigenti e dei docenti, funzionale al miglioramento e all’innovazione didattica, oltre ad assegnare ad esso la responsabilità del coordinamento dei nuclei di valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici.

È necessario allora connotare la Dirigenza Tecnica non solo come supporto tecnico del Ministero e dell’Amministrazione ma anche per l’assistenza, la consulenza e la formazione da offrire alle scuole nell’irreversibile processo di attuazione dell’autonomia scolastica e sui temi dello sviluppo dei curricoli, della progettazione didattica, delle metodologie, della valutazione e nella realizzazione e nel monitoraggio delle esperienze dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

In funzione di questi alti compiti ed aspettative assegnati alla Dirigenza Tecnica, la legge 12 del 2020 ha delineato un percorso selettivo che coinvolgerà candidati provenienti sia dal ruolo della Dirigenza scolastica, sia dalla funzione docente che abbia maturato un’esperienza decennale di servizio, compreso il preruolo. L’iter concorsuale prevede inoltre il superamento della preselettiva soltanto al triplo del numero dei posti messi a concorso e di conseguenza potranno accedere alla prova scritta e al colloquio solo 438 candidati. La prova scritta potrà essere composta da uno o tre quesiti e sarà superata con un minimo di 7/10, o equivalente, come per il colloquio.

L’attesa per il concorso è notevole e lo dimostra il numero elevato dei dirigenti e docenti che hanno presentato la loro manifestazione d’interesse a partecipare ai 59 incarichi di Dirigente Tecnico a tempo determinato assegnati dall’Amministrazione, con la semplice comparazione dei curricula, in attesa dell’espletamento del concorso rinviato a causa del covid.

Ci si deve augurare che il Ministero sappia dare, attraverso una selezione trasparente, tempestiva, con commissioni qualificate, alla scuola italiana e alle nuove generazioni dirigenti tecnici all’altezza dei compiti e delle sfide del futuro.