Home Politica scolastica Concorso straordinario, servizio su sostegno: Miur in confusione totale

Concorso straordinario, servizio su sostegno: Miur in confusione totale

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Resta per ora ancora da risolvere il problema della partecipazione dei docenti che hanno un servizio pluriennale su posto di sostegno senza il possesso del titolo di specializzazione e senza un servizio d’insegnamento di almeno un anno sulla classe di concorso per la quale intendono concorrere.
Fino all’ultimo incontro sindacale sui bandi di concorso nelle varie guide diffuse sui maggiori siti anche quelli sindacali si dava per certa la partecipazione di questi docenti al concorso straordinario, considerando il servizio prestato su posto di sostegno senza titolo valido a tutti gli effetti per la partecipazione al concorso.

Le giravolte del Ministero

Nel corso dell’ultimo incontro Miur-sindacati, i tecnici del Ministero sono stati chiari e irremovibili: con tre anni di servizio sul sostegno e basta non si accede al concorso straordinario.
Poi pochi giorni fa la sorpresa: nel sito del Miur compare una scheda in cui vengono ricapitolati i requisiti.
Nella scheda, i tecnici del Ministero scrivono che per accedere al concorso è valido il servizio sul sostegno.


La notizia crea entusiasmo in rete, ma la festa dura poco perché qualche ora dopo la pagina sparisce.

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Per migliaia di docenti, in servizio in prevalenza al Nord ma anche al Sud su posto di sostegno senza titolo è stata quindi una doccia fredda apprendere da un momento all’altro di essere  completamente fuori dalla procedura concorsuale, e di non poter nemmeno partecipare sui posti di sostegno in quanto sforniti di titolo di specializzazione.

Ma da cosa deriva tutta questa incertezza?

Il comma 5 dell’art.1 del D.L.126 del 29.10.2018 convertito con modifiche nella legge 159, prevede alla lettera a)  per i docenti il requisito di almeno tre anni di servizio dal 2008/09 al 2019/20  anche se prestati su posto di sostegno senza il  titolo di specializzazione, ma alla lettera b) prevede come seconda condizione necessaria per la  partecipazione un anno almeno di servizio per la classe di concorso per la quale si concorre,  non prevedendo per gli insegnanti di sostegno nessuna deroga, non tenendo così  in nessun conto che non esiste una classe di concorso di sostegno  e la nomina su posto di sostegno é conferita scorrendo la graduatoria della classe di concorso.

Era  proprio questo che doveva essere accolto secondo l’emendamento dell’ On.Nicola  Fratoianni, che non é  stato  poi ben recepito in sede tecnica dall’ufficio legale dell’ex Ministro Fioramonti ed è su questo testo che stiamo assistendo oggi ad una rigidità interpretativa della legge e che  in questo caso va contro lo stesso spirito della legge, generando un’immensa ingiustizia.

Il PD si è espresso con un documento della sua  responsabile nazionale scuola Camilla Sgambato che è dalla parte di questi precari esclusi  che sono migliaia; lo stesso Nicola Fratoianni di LEU, autore dell’emendamento è ora impegnato alla ricerca di una soluzione e sappiamo ed anche il CSPI esprimerà parere contrario a questa esclusione e lo indicherà  nei suoi rilievi, mettendo in evidenza in particolare  l’ingiustizia di questa esclusione dal concorso di migliaia di lavoratori della scuola.