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Covid, il vaccino non basta: per l’Università di Harvard il distanziamento è basilare. Meloni: Green pass arma di distrazione di massa

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Per vincere il Covid-19 la vaccinazione della popolazione è fondamentale, perché evita la malattia nelle forme gravi. Ma non basta: bisogna continuare ad utilizzare le mascherine, il distanziamento e la sanificazione. Lo si legge in una ricerca pubblicata sull’European Journal of Epidemiology dal gruppo dell’Università di Harvard guidato dall’epidemiologo S (“Subu”) V Subramanian.

Ma il distanziamento a scuola ora è solo “raccomandato”

La ricerca, condotta in 68 Paesi e 2.947 contee degli Stati Uniti, dice che i vaccini continuano ad aumentare anche dove sono state vaccinate molte persone perché i vaccini, pur essendo la prima e fondamentale linea di difesa dal virus SarsCoV2, da soli non bastano se non si continuano ad usare le mascherine, il distanziamento e la sanificazione.

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Il distanziamento, però, dallo scorso 1° settembre non è stato confermato nelle scuole: da obbligatorio è diventato “raccomandato”.

I risultati, scrivono gli autori della ricerca, indicano che potrebbe essere necessario rivedere la strategia di affidarsi esclusivamente al vaccino per mitigare la pandemia.

Questo, rilevano, è vero soprattutto alla luce del ruolo giocato dalla variante Delta (B.1.617.2) e considerando l’eventuale comparsa di future varianti.

Il virologo Broccolo: purificare aria e screening salivare

I ricercatori si riferiscono in particolare ai recenti dati pubblicati dal ministero della Salute di Israele, secondo i quali l’efficacia dopo due dosi del vaccino BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) contro la prevenzione dell’infezione è del 39% a distanza di alcune settimane.

Commentando i dati, il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca, ha detto all’agenzia Ansa che “è necessario fare altri sforzi di prevenzione non farmacologica, che riguardino non solo l’importanza dell’igiene sanitaria pubblica di base, come il mantenimento della distanza sociale o il lavaggio delle mani, ma l’applicazione di nuove tecnologie in materia di purificazione dell’aria, di screening salivare periodico nelle scuole efficaci ed economici”.

Meloni (FdI): “nulla per le scuole”

Nello stesso giorno in cui è stata pubblicata la ricerca dall’ateneo di Harward, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è tornata a scagliarsi contro il Green pass e i mancati provvedimenti nelle scuole e sui mezzi di trasporto.

La leader di FdI ha scritto su twitter che non è stato fatto “NULLA per potenziare mezzi pubblici. NULLA per le scuole. E ora tentano di criminalizzare chiunque ponga dei semplici dubbi sul green pass, distogliendo l’attenzione dai loro errori e dalle loro mancanze. Il certificato verde è a tutti gli effetti un’arma di distrazione di massa“, ha sentenziato Meloni.

Sostegno al docente sospeso di Orvieto

Intanto, ad Orvieto si segnalano iniziative di sostegno a Gianfranco Pigozzi, il docente di arte sospeso il 28 settembre scorso dall’insegnamento perché senza Green pass.

L’uomo non è infatti vaccinato e da due settimane ha smesso anche di sottoporsi regolarmente ai tamponi.

Alcune decine di persone hanno partecipato ad un flash mob di solidarietà verso il prof che ha specificato di volere condurre “una battaglia civile e non giudiziaria” mettendo “in conto di perdere qualche mese di stipendio”.

“Prof #nonseisolo” si leggeva su un cartello mostrato il 6 ottobre dei manifestanti durante la protesta, immobile e silenziosa. Tra loro – secondo quanto si apprende – genitori, insegnanti di altri istituti, militari e professionisti.

Il Green pass è “sottomissione politica”

Gli stessi manifestanti hanno spiegato di ritenere che il Green pass “non sia una vera misura di prevenzione sanitaria”, quanto un “atto di sottomissione politica”.

“Rifiutiamo fermamente – hanno detto – la logica del Green pass. Giudichiamo questo provvedimento ricattatorio e discriminatorio nei confronti dei cittadini e dei nostri ragazzi e profondamente lesivo di diritti civili e costituzionali”.

“Dal 15 ottobre sarà richiesto, unico Paese al mondo – hanno scritto in una nota – per accedere a qualsiasi attività lavorativa e ricreativa nel nostro vivere quotidiano. Noi non ci stiamo”.

Tra le forme di protesta contro il Covid ricordiamo quella originale prodotta dal docente della provincia di Cuneo, figlio di un partigiano, che ha svolto una lezione di Topografia all’aperto, davanti all’istituto scolastico, perché, ha detto “pare di essere tornati in quel periodo, quando per lavorare dovevi esibire la tessera fascista”.

Bianchi conferma uniformità sulle quarantene

Intanto, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha annunciato, in question time all’on Rina De Lorenzo (Liberi e Uguali) sulla diversa gestione delle quarantene nelle classi delle varie regioni italiane, che “è già stato convocato ed è operativo un tavolo tecnico Iss, ministero della Salute, dell’Istruzione e struttura commissariale per arrivare a un protocollo condiviso per discliplinare la quarantena nelle scuole e per giungere a linee comuni su tutto il territorio”.

Una linea annunciata qualche giorno prima anche da Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Mentre il ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha fatto sapere che la quarantena dovrebbe scomparire per tutti i vaccinati.