Home Didattica DaD e DDI: quali le metodologie migliori secondo il MI?

DaD e DDI: quali le metodologie migliori secondo il MI?

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La didattica prevalentemente trasmissiva, tipica della lezione frontale, esalta purtroppo un aspetto di criticità della didattica a distanza. Può risultare più utile un approccio didattico di tipo costruttivistico, in cui lo studente costruisca le proprie conoscenze, agendo da protagonista del proprio apprendimento. (VAI AL CORSO)

La didattica sta subendo contraccolpi particolarmente pesanti in questo contesto pandemico. Il problema era ampiamente prevedibile e si sta puntualmente verificando. Certo, per fortuna, molto è cambiato rispetto alla totale situazione di emergenza vissuta nella primavera scorsa, quando era stato già un problema capire come connettersi a distanza con i propri alunni. Ma, anche se molte procedure (nell’uso delle piattaforme e nell’organizzazione generale del sistema) sono state ormai collaudate ed automatizzate, rimane l’oggettiva difficoltà che la situazione di continua variazione di set di insegnamento e apprendimento determina nei docenti alle prese con la scelta e l’applicazione delle metodologie da utilizzare a vantaggio degli alunni.

Le metodologie più adeguate per la DaD secondo il MI

In riferimento alle metodologie didattiche, le “Linee guida per la didattica digitale integrata”, pubblicate nell’agosto del 2020 dal Ministero dell’Istruzione, sottolineavano questi aspetti:

La lezione in videoconferenza agevola il ricorso a metodologie didattiche più centrate sul protagonismo degli alunni, consente la costruzione di percorsi interdisciplinari nonché di capovolgere la struttura della lezione, da momento di semplice trasmissione dei contenuti ad agorà di confronto, di rielaborazione condivisa e di costruzione collettiva della conoscenza. Alcune metodologie si adattano meglio di altre alla didattica digitale integrata: si fa riferimento, ad esempio, alla didattica breve, all’apprendimento cooperativo, alla flipped classroom, al debate quali metodologie fondate sulla costruzione attiva e partecipata del sapere da parte degli alunni che consentono di presentare proposte didattiche che puntano alla costruzione di competenze disciplinari e trasversali, oltre che all’acquisizione di abilità e conoscenze.

Il corso della Tecnica della Scuola

Un elemento che emerge dalle “Linee guida” e che viene affrontato nel corso “Metodologie efficaci per la didattica in presenza, a distanza e integrata”, disponibile gratuitamente all’interno del percorso formativo “Progettare una scuola nuova” realizzato dalla “Tecnica della Scuola”, è la necessità di privilegiare un approccio costruttivistico più che trasmissivo o riproduttivo al sapere. La sostanziale “passività” dello studente esposto ad una didattica prevalentemente trasmissiva, tipica della lezione frontale, esalta purtroppo un aspetto di criticità della didattica a distanza. La lontananza fisica fra gli attori del contesto di apprendimento-insegnamento, degli insegnanti rispetto agli alunni e degli alunni fra loro, può creare loro problemi notevoli di attenzione e di concentrazione, nelle strategie di autoregolazione, perfino nella motivazione e nella dimensione emotiva.

Poiché quasi tutto passa dalla comunicazione verbale e c’è meno spazio per la comunicazione implicita, data l’assenza fisica dei corpi in uno stesso spazio fisico di condivisione, si determina un aumento del carico cognitivo per l’allievo.

Può pertanto risultare più utile (in genere, ma a maggior ragione in un contesto come questo) un approccio didattico di tipo costruttivistico, in cui lo studente manipoli, organizzi e costruisca le proprie conoscenze, agendo da protagonista del proprio apprendimento, attraverso un costante lavoro di rielaborazione autonoma dei contenuti culturali oggetto di studio, in attività sia individuali che di gruppo.

L’approccio trasmissivo funziona certamente e non va demonizzato ed è particolarmente utile soprattutto all’inizio di una lezione (per inquadrare il problema) e alla fine (per tirare ordinatamente le fila delle idee emerse), ma va integrato il più possibile con attività fortemente rielaborative da parte di chi apprende. A maggior ragione, per i motivi sopra esposti, se ci si trova in situazione di didattica digitale integrata. Insomma, più gli alunni sono lontani fisicamente dall’aula, più risulta vitale il loro protagonismo sul piano mentale.

Rimandiamo al corso “Progettare una scuola nuova” per una serie di stimoli, riflessioni e proposte di metodologie didattiche su questi temi così come su molti altri relativi all’insegnamento quotidiano in tempo di pandemia.