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Decreto Covid, i lavoratori fragili chiedono lo smart working o l’equiparazione al ricovero ospedaliero

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Come abbiamo più volte riferito il Decreto Covid è arrivato finalmente in Gazzetta Ufficiale portando con sé una rilevante novità sui docenti non vaccinati: questi non sono più sospesi ma vengono impiegati per mansioni che non comportino lo stare insieme con gli alunni.

Ma a storcere il naso sono sigle sindacali diverse, per ragioni diverse. Uno dei temi su cui vengono sollevate le prime obiezioni riguarda i cosiddetti lavoratori fragili.

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“Si tratta di una categoria di lavoratori che, a motivo delle patologie certificate di cui sono portatori, necessitano in particolare di tutele per la sovraesposizione al contagio, sebbene in via generale abbiano comunque bisogno, sul piano della prevenzione e della profilassi, di particolari provvidenze normative”, spiega Francesco Provinciali, già dirigente ispettivo del MIUR, giudice esperto presso il Tribunale dei minori di Milano, componente dell’Osservatorio minori di Regione Lombardia. 

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La contestazione riguarda il fatto che mentre in passato ai lavoratori fragili sia stato riconosciuto il lavoro agile (o Smart working), e laddove possibile, la fragilità sia stata equiparata al ricovero ospedaliero, senza computo dell’assenza, con la fine dello stato di emergenza queste due forme di tutela pare siano venute meno, dato che il decreto legge 24 marzo 2022, n. 24  (Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza) non ne parla.

Sempre Francesco Provinciali: il DL 24/2022 “non contiene alcun riferimento alle tutele sanitarie a favore dei lavoratori fragili, né nell’articolato, né negli allegati A e B”.

Una estromissione delle suddette tutele (smart working ed equiparazione della malattia a ricovero ospedaliero) sarebbe, insomma, “un grave vulnus in danno dei lavoratori fragili – fa notare l’esperto – specie in questa fase di accertata ripresa del contagio da Coronavirus”.

Quale norma tutela i lavoratori fragili?

A questo punto, a quanto sembra, la tutela specifica dei lavoratori fragili in relazione alla pandemia cesserebbe con la fine dello stato di emergenza al 31 marzo 2022. “Tuttavia – chiarisce il comunicato – è fondamentale osservare che la materia delle tutele dei lavoratori fragili va adesso considerata facendo riferimento al Decreto Interministeriale 4/2/2022 che stabilisce quali patologie siano considerate meritevoli di tutela per la condizione di fragilità o ultrafragilità dei soggetti interessati”.

Come evitare di sovraesporre i lavoratori in situazione di fragilità accertata e riconosciuta tra le patologie di cui al DI 4/2/2022 a situazioni di potenziale pericolosità? “Occorre un emendamento che corregga questa evidente, grave ingiustizia che ignora il contenuto esplicito del più volte citato DI 4/2/2022”.

“È davvero grave che l’esecutivo se ne sia dimenticato. A fronte di 3,4 miliardi di euro stanziati nel PNRR per biblioteche, marciapiedi e canili municipali non si è trovato un euro per garantire la salute dei chemioterapici, degli immunodepressi, degli invalidi ex legge 104/1992? Un paradosso inspiegabile che porta a chiederci cosa ne pensi il Ministro per le disabilità. Si tratta di una dimenticanza o di una scelta? Legittimo attendersi una spiegazione. Ancor più importante ricevere garanzie che a questo vulnus si porrà rimedio”.