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20.10.2026

Decreto scuola, Manzi (Pd) e De Cristofaro (Avs) contro il Governo. Presentati gli emendamenti dalle opposizioni

Il Parlamento della Repubblica

Le opposizioni alzano le barricate contro il Decreto Scuola approvato nelle scorse settimane dal Consiglio dei Ministri. A intervenire su diversi aspetti del provvedimento, nel pomeriggio di oggi, sono stati Irene Manzi, deputata e responsabile nazionale scuola del Partito Democatico, e Peppe De Cristofaro, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra al Senato, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.

“La scelta delle opposizioni di presentarsi unite al Senato, con tre emendamenti unitari, è un fatto politico che il governo non può ignorare”, scrive Manzi in una nota. “Sono i tre punti su cui il decreto scuola mostra la sua impostazione più sbagliata”. Il tema centrale, per la deputata dem, rimane il tetto agli alunni con cittadinanza non italiana. “Colpisce ragazze e ragazzi che avrebbero bisogno di politiche inclusive”.

L’integrazione infatti “passa per l’italiano come seconda lingua e i mediatori culturali, non per le quote”. Tra le scelte denunciate, quella di “dirottare sul cyberbullismo i fondi contro la violenza sulle donne, che mette in competizione due emergenze che meritano entrambe risorse certe”, e quella di “ridurre il ruolo delle famiglie nel Piano educativo individualizzato, che lascia più soli gli alunni con disabilità“.

“Su questi temi c’è un’alternativa chiara e condivisa”, sottolinea ancora Manzi. “La maggioranza almeno una volta abbia il coraggio di confrontarsi nel merito”. A ribadire la contrarietà al decreto, a stretto giro, anche da De Cristofaro, che ha illustrato la posizione di Avs. “Il decreto del governo non affronta le vere emergenze della scuola pubblica e rischia di accentuare disuguaglianze ed esclusione”.

“I bambini non sono percentuali e l’inclusione non si costruisce separando, ma garantendo a tutti le stesse opportunità”, scrive. “Molti di quei bambini sono nati e cresciuti in Italia, trattarli come un problema da distribuire tra le scuole è una scelta profondamente sbagliata. Avs presenta 280 emendamenti per cambiare radicalmente un decreto che non dà risposte ai problemi reali della scuola“.

“Mentre il Governo pensa alle quote, nelle aule mancano insegnanti, mediatori linguistico-culturali, risorse per l’italiano L2 e strumenti per affrontare le disuguaglianze”, prosegue il capogruppo rossoverde. “La scuola pubblica deve unire, non dividere. Non servono muri, quote o propaganda, ma risorse, diritti e una visione educativa fondata sulla Costituzione. Nessun bambino deve essere considerato un problema“.



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