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Didattica a distanza, l’esperienza di un istituto comprensivo di Modena

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Di didattica a distanza nella scuola del primo ciclo parliamo con Daniele Barca, dirigente scolastico del terzo comprensivo di Modena, mille alunni e 120 docenti.

Le attività a distanza coinvolgono tutti i docenti e tutti gli alunni?

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Si, ma in modo differenziato.
Per la scuola primaria c’è grande attenzione verso i bimbini in difficoltà; l’attività  si svolge attraverso questi canali (whatsapp è escluso):

  1. indirizzo di posta istituzionale del docente ([email protected]) ed altri strumenti ad esso legati, in contatto con i rappresentanti;
  2. bacheca sul sito e risorse presenti sul sito nella colonna di sinistra;
  3. solo per le quarte e per le quinte che lo volessero ed avessero tutte le autorizzazioni ufficiali dei genitori, può esser svolta una sperimentazione di Google classroom.

Noi riteniamo che ci voglia molto equilibrio nella proposta; si tratta di tenere conto della classe, dei tempi di assegnazione e della mole delle attività.
Soprattutto nelle classi di tempo pieno gran parte dell’apprendimento avviene in presenza e non è sostituibile da altre pratiche proprio per la cura che si pone ad ogni studente.

Per la scuola secondaria, c’è stata una prima settimana di “allenamento” e poi si è passati all’uso di Google Classroom in modo organizzato.
Abbiamo stabilito un calendario di incontri on line tramite meet.
Ogni giorno una classe ed una materia diversa. Tutti gli incontri sono collocati solo di mattina, in tal modo sia i docenti che gli studenti potranno programmare il loro impegno quotidiano, anche per evitare un eccessivo uso continuativo degli schermi.

Quali sono stati i primi provvedimenti messi in atto alla notizia della sospensione delle attività didattiche?

Ovviamente ci siamo attenuti alle indicazioni dei DPCM, del MIUR e dell’USR Emilia-Romagna.
In particolar modo si è ricordato che la comunicazione deve essere sempre istituzionale, anche in questo momento; il che, per noi di IC3, significa impiegare le risorse (google app, videoconferenza) che la scuola ha e da tempo utilizza, anche se non in maniera diffusa.

Sono state messe in campo specifiche risorse economiche in questa situazione?

No, tuttavia abbiamo un progetto di web tv per far compagnia agli studenti in modo intelligente e per formare i docenti. Siamo una scuola future lab del MIUR e il nostro laboratorio speciale, Spazio Leo, ospiterà formazioni per i docenti, ma anche momenti di unione virtuale con le famiglie e gli studenti.

Avete seguito una specifica formazione?

Abbiamo un team digitale collaudato, con docenti dall’infanzia alla secondaria, ma questa è stata l’occasione per mettere a punto gli strumenti, anche i più semplici. Abbiamo offerto una gamma di opportunità che hanno rivelato quanto dobbiamo ancora insistere su questa strada.

Prima di questi eventi, utilizzavate già modalità di didattica a distanza?

Sì, come gruppi professionali di docenti (progettazioni tra i vari plessi), come classi che lavorano a distanza tra i plessi su progetti specifici, come scambi per i progetti Erasmus, come collegamenti con esperti internazionali sia per i docenti che in eventi per gli studenti. Tutto sempre molto legato, però, ad eventi specifici e non ad una didattica quotidiana.

Utilizzate delle piattaforme specifiche?

Oltre al registro elettronico è molto diffuso l’utilizzo delle Google APPS for education, sotto dominio con il nome della scuola. Con l’aiuto di Campus store abbiamo realizzato molta formazione, certificazione ed anche summer school.
Dall’uso più semplice all’uso più complesso come Google classrom, youtube, meet.
Inoltre con Sharp siamo in una sperimentazione sull’uso dei grandi schermi Big Pad e di un interessante applicativo di videoconferenza, Vidyo.

Come hanno reagito i vostri allievi di fronte a questo nuovo modo di fare didattica?

Credo che dobbiamo verificare con il tempo questa introduzione perchè per ora siamo ancora nel campo della novità e della curiosità. Relativa, perchè nella secondaria ogni studente ha un tablet personale, ma interessante perchè a distanza in qualche modo le regole di condotta presenti in classe vanno rielaborate. E’ sempre una comunità anche se on line!

Avete pensato a soluzioni specifiche per alunni con disabilità, DSA e BES?

Userei una formula: tutto quel che serve. Si è raccomandato ai docenti di stare in contatto anche direttamente con le famiglie. In queste situazioni sono i più soli ed è necessario accompagnarli anche in relazione diretta. Dove c’era difficoltà a tenersi in contatto è stata usata anche la buca delle lettere per consegnare i materiali!

 

 

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